Pescara, Masci confermato sindaco: sfiorato il 60 per cento nel voto bis
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Redazione Interno
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È Carlo Masci il vincitore delle elezioni bis a Pescara, quelle che hanno visto i cittadini tornare alle urne ieri e oggi in ventitre sezioni – una tornata parziale resa necessaria dalla sentenza del Consiglio di Stato che, nello scorso mese di gennaio, aveva rilevato “gravi violazioni” durante lo scrutinio del giugno 2024, annullando di fatto il voto espresso in quei seggi e gettando un’ombra lunga un anno sull’esito finale della competizione. Il sindaco uscente, sostenuto da una coalizione di centrodestra che non ha mai smesso di compatteggiarsi attorno alla sua figura nonostante le difficoltà giudiziarie, ha ottenuto un risultato che lui stesso non ha esitato a definire “stratosferico”, con una percentuale personale che, nei conteggi in progress e mentre ancora si completava lo spoglio delle ultime sezioni, ha sfiorato in alcuni momenti la soglia simbolica del sessanta per cento, consolidando così un vantaggio che era già emerso chiaramente dalle proiezioni e che gli consente di evitare il ballottaggio, avendo superato ampiamente la fatidica quota del cinquanta per cento dei consensi validamente espressi, proprio come era accaduto nel 2024.
L’affluenza, in questa consultazione circoscritta a poco meno di quattordicimila aventi diritto, si è attestata attorno al 55,94 per cento, con 7811 cittadini che si sono recati alle urne per esprimere la propria preferenza in una domenica di marzo che, di fatto, ha sancito la definitiva legittimazione del primo cittadino, il quale aveva continuato a guidare l’amministrazione cittadina in regime di ordinaria amministrazione per tutti i mesi intercorsi tra la prima sentenza del Tar e la successiva conferma del Consiglio di Stato. “Sarò il sindaco di tutti, mi aspettavo un grande risultato ma così è incredibile”, ha dichiarato Masci a caldo, appena appresa la portata del suo successo, parole che arrivano al termine di una campagna elettorale – se così si può definire quella condotta in una manciata di sezioni – che ha visto il centrodestra mobilitarsi in modo capillare per ribadire la bontà del lavoro svolto, contrapponendo ai rilievi tecnici sui verbali una narrazione incentrata sui fatti amministrativi concreti, sui cantieri aperti e sulla trasformazione urbana percepibile dai pescaresi nel loro quotidiano.




