Martina Colombari, Billy Costacurta e Achille: volontari nella notte di Capodanno a Milano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La notte di San Silvestro, mentre la città si abbandonava ai festeggiamenti, una famiglia percorreva strade diverse. Martina Colombari, suo marito Alessandro "Billy" Costacurta e il figlio Achille non hanno infatti trascorso il Capodanno tra cenoni e fuochi d'artificio, ma indossando le pettorine rosse dei City Angels, l'associazione di volontariato che da decenni opera a Milano a sostegno delle persone senza dimora e in condizioni di marginalità. Un gesto, il loro, che assume un significato particolare se pensiamo al riflettore mediatico costantemente puntato sulle loro vite, scegliendo di offrire non un'immagine ma una presenza concreta in quelle ore in cui il disagio sociale si fa, se possibile, ancora più stridente.
Dal bus della solidarietà alla mensa: una notte in pettorina rossa
La serata si è articolata tra diverse attività, tipiche del meticoloso lavoro svolto dai volontari. La famiglia ha prima affiancato gli altri "angeli" sul cosiddetto "bus degli angeli", il mezzo che porta per le vie del centro bevande calde e coperte a chi vive per strada, affrontando l'umidità e il freddo dell'inverno milanese. Successivamente, il loro impegno è proseguito all'interno della mensa dell'Opera San Francesco, dove hanno preparato panini e distribuito fette di panettone da destinare alla distribuzione notturna. Un lavoro umile e pratico, lontano dai riflettori, che ha permesso loro di entrare in contatto diretto con la macchina organizzativa della solidarietà.
Le parole di Achille e Billy: un’avversione per le feste che si trasforma in azione
"Odio le feste. Se posso dare una mano quando gli altri festeggiano, lo faccio volentieri": a sintetizzare con schiettezza il motivo della scelta è stato Achille Costacurta, che ha recentemente conquistato le cronache per un'intervista molto diretta. Una dichiarazione che sembra trovare riscontro in una tradizione familiare, come ha spiegato lo stesso Billy Costacurta, ricordando come l'anno precedente lui e la moglie avessero già optato per un cenone diverso, aiutando lo chef Filippo La Mantia a cucinare per una quarantina di ragazzi in un oratorio. "Quest’anno Martina, che è in contatto con i City Angels, mi ha detto che Mario Furlan avrebbe potuto offrirci questa possibilità e abbiamo subito accettato con entusiasmo", ha raccontato l'ex difensore, sottolineando la fortuna di aver condiviso l'esperienza con il figlio.
Un’esperienza che arricchisce: la felicità di servire gli altri
Più che un semplice racconto di volontariato, le parole di Costacurta padre rivelano la dimensione umana di quella notte. "Sono un grande tifoso dei City Angels. Fanno qualcosa di eccezionale e chi vive a Milano lo sa bene", ha affermato con convinzione, mostrando una conoscenza non episodica della realtà associativa. Ma l'aspetto più significativo, forse, è stato osservare la reazione del figlio dinanzi a quel mondo. "Ho visto nostro figlio felice", ha confidato, descrivendo un'Achille arricchito e coinvolto dall'impegno profuso. Un'esperienza che va quindi al di là del singolo gesto caritatevole, configurandosi come un momento di condivisione familiare e di crescita personale, vissuto all'insegna di un sostegno silenzioso ma tangibile.




