Ustica, la Procura di Roma ritira l'archiviazione: il gip si riserva
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Redazione Interno
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Il giudice per le indagini preliminari di Roma si è riservato di decidere sull'istanza di revoca della richiesta di archiviazione presentata dal procuratore capo Francesco Lo Voi nell'ambito dell'indagine sulla strage di Ustica. La decisione, ha spiegato il giudice Livio Sabatini al termine dell'udienza nell'aula Occorsio, verrà notificata alle parti ma non è stato indicato alcun termine temporale.
La svolta dopo la nota dell'ambasciata francese
All'origine del cambio di rotta della Procura c'è la nota verbale con cui l'ambasciata di Francia a Roma ha comunicato alla Farnesina, lo scorso 14 settembre, la disponibilità delle autorità transalpine a trasferire agli archivi italiani tutta la documentazione relativa alla catastrofe del 27 giugno 1980, quando il DC-9 della compagnia Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo precipitò nel Mar Tirreno provocando la morte di 81 persone.
Il procuratore Lo Voi ha riferito in aula che tra gli atti figurano nove file informatici e due documenti del ministero della Difesa francese, datati 1986 e 1990, corredati dei relativi protocolli, per un arco temporale che va dal 1981 al 1994.
La richiesta di archiviazione era stata avanzata nel marzo del 2025, in ragione della mancata collaborazione dei Paesi alleati, Francia e Stati Uniti in particolare. Ora l'apertura di Parigi, ha detto il capo dei pm, «apre un nuovo filone e nuove prospettive» e l'ufficio giudiziario «non può rifiutare» una disponibilità che comprende anche l'eventualità di rispondere a nuove rogatorie.
Il materiale e le richieste inevase per decenni
Tra i documenti che la Francia si è dichiarata pronta a consegnare figurano le registrazioni radar dell'area in cui precipitò il velivolo, le posizioni delle portaerei Clemenceau e Foch, i piani di volo dei caccia diretti in Libia e gli elementi relativi alla traccia denominata LL004, rilevata dal radar di Poggio Ballone in prossimità della base aerea francese di Solenzara, in Corsica. Nel 1996 l'Italia aveva inoltre chiesto chiarimenti sull'identità di altri velivoli associati a tre tracce radar rimaste senza spiegazione.
L'avvocato Alessandro Gamberini, legale dell'associazione dei familiari delle vittime, ha osservato che la documentazione annunciata era già stata inviata in passato e che la vera novità consiste nella disponibilità a una collaborazione futura: «Dobbiamo aspettare di vedere cosa ci manderà la Francia», ha dichiarato lasciando il tribunale. Il legale Daniele Osnato, che rappresenta 140 famiglie, ha definito la tempistica della mossa francese «molto strana, molto anomala» e ha aggiunto di restare «molto cauto e anche molto prudente».
Le posizioni espresse in udienza
Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, ha accolto con soddisfazione la decisione di proseguire le indagini: «Per le famiglie delle vittime è un passaggio importante, dopo 46 anni di attesa e di lavoro. Adesso servono i fatti. La disponibilità della Francia dovrà tradursi nella consegna della documentazione e sarà la magistratura a stabilire quale valore avranno quelle carte».
Giuliana Cavazza, presidente dell'Associazione per la verità sul disastro aereo di Ustica, ha spiegato che allo stato attuale risultano noti soltanto i titoli dei documenti in arrivo e che si tratta di materiale già presente nelle tredici rogatorie trasmesse in passato, aggiungendo che l'aspetto interessante è la disponibilità francese a rispondere ad altri quesiti.
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