Crollo per StMicroelectronics in Borsa dopo i conti trimestrali
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Redazione Economia
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Una giornata nera ha travolto StMicroelectronics a Piazza Affari, dove il titolo ha registrato un vero e proprio tracollo, posizionandosi come il fanalino di coda dell'intero listino del FTSE MIB. Il crollo, che ha toccato picchi del 12,8% portando il valore a 22,26 euro per azione, è stato scatenato dalla deludente pubblicazione dei risultati finanziari relativi al terzo trimestre, i quali hanno evidenziato, com'era peraltro atteso da alcuni analisti, un significativo deterioramento della performance economica. Gli scambi, che hanno superato i 19 milioni di azioni, hanno confermato la forte reazione del mercato, mostrando un volume ben al di sopra della media giornaliera che di norma non oltrepassa i 5 milioni di pezzi; una circostanza, questa, che sottolinea la massiccia liquidazione di un titolo considerato fino a ieri tra i più solidi del settore tecnologico.
I numeri che hanno deluso gli investitori
I conti resi noti dalla società franco-italiana hanno messo in luce un trimeste complesso, caratterizzato da ricavi netti in calo del 2%, attestatisi a 3,19 miliardi di dollari, e, soprattutto, da un marcato peggioramento della redditività. Il margine lordo, infatti, ha subito una contrazione di 460 punti base, fermandosi al 33,2%, mentre il reddito operativo è crollato del 52,9%, toccando appena 180 milioni di dollari. Anche l'utile netto, che si è posizionato a 237 milioni di dollari, ha mostrato un pesante decremento, segnando -32,3% se confrontato con lo stesso periodo dell'anno precedente; un dato, quest'ultimo, che si traduce in un guadagno per azione, dopo la diluizione, di soli 0,26 dollari, in calo di quasi un terzo.
Il contesto generale dei mercati europei
Il tonfo di StMicroelectronics è avvenuto in una seduta che, per il resto, si è rivelata positiva per le principali piazze finanziarie europee, con Londra e Parigi in rialzo e Francoforte che ha faticato a tenere il passo a causa delle pressioni sul comparto tecnologico. Le borse, in questa fase, stanno vivendo con particolare attenzione la stagione delle trimestrali, la quale sta entrando nel vivo anche nel Vecchio Continente. Gli analisti di Intesa Sanpaolo hanno fatto notare come il consenso stimi per le società dell'indice Euro Stoxx una crescita media degli utili appena positiva nel terzo trimestre, con un +0,5% che risulta di molto inferiore alle attese per i gruppi statunitensi, i quali, secondo le rilevazioni Bloomberg, viaggiano su proiezioni dell'8%.
Le previsioni dell'azienda e le tensioni geopolitiche
Nonostante i risultati del trimestre, l'azienda ha confermato le previsioni per l'intero anno solare, indicando ricavi complessivi attesi pari a 11,75 miliardi di dollari, con un aumento del 22,4% nel secondo semestre rispetto al primo e un margine lordo intorno al 33,8%. Tali indicazioni, tuttavia, non sono bastate a rassicurare completamente gli investitori, i quali valutano anche il quadro geopolitico più ampio. Le indiscrezioni, sempre più insistenti, riguardano nuove possibili limitazioni nelle vendite di software strategici alla Cina, un elemento che si inserisce nel contesto delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti, ora guidati dal presidente Donald Trump, e che potrebbe avere ripercussioni proprio su settori ad alta tecnologia come quello dei semiconduttori.




