Stm spicca il volo a Piazza Affari, i ricavi salgono grazie a satelliti e intelligenza artificiale
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Redazione Economia
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Non era certo una giornata elettrica per le borse europee, anzi il clima – tra tensioni geopolitiche e attese prudenti – restava piuttosto ovattato; eppure Stmicroelectronics ha saputo improvvisamente accendersi, regalando al listino milanese una performance che pochi si aspettavano. Il produttore di chip, spesso considerato un termometro dell’industria tecnologica continentale, ha archiviato il primo trimestre dell’anno con ricavi in crescita del 23%, pari a 3,09 miliardi di dollari. Un dato, quest’ultimo, che rappresenta un nuovo e significativo traguardo: l’asticella dei tre miliardi è stata superata con decisione, nonostante l’utile netto, va detto, abbia mostrato una flessione del 33,7%, attestandosi su cifre decisamente più contenute.
L’impennata del titolo e le previsioni che entusiasmano gli investitori
In una seduta che per il resto appariva priva di slanci particolari, il titolo Stm ha prima accelerato in mattinata fino a un +9%, per poi chiudere con un rialzo massiccio del 14,10% a 42,82 euro. Un livello, questo, che non si toccava da marzo del 2024. A spingere le quotazioni non sono stati soltanto i numeri del trimestre, per quanto brillanti sul fronte dei ricavi, ma soprattutto le prospettive per i mesi a venire. L’amministratore delegato Jean-Marc Chery ha infatti confermato l’obiettivo – già noto agli analisti – di raggiungere 18 miliardi di dollari di ricavi entro il 2028. Un traguardo ambizioso, basato su una combinazione di fattori tra cui spiccano i programmi legati ai satelliti e, in particolare, quelli addestrati dall’intelligenza artificiale. Proprio su quest’ultimo fronte, Chery ha sottolineato come Stm sia «posizionata strategicamente per cogliere i vantaggi derivanti da nuovi programmi addestrati dall’intelligenza artificiale».
La scommessa di Ubs e il rilancio del target price
A corroborare il clima di fiducia attorno al gruppo franco-italiano è arrivato anche il verdetto di Ubs, che ha alzato il prezzo obiettivo su Stm da 31 a 49 euro, confermando al contempo la raccomandazione “buy”. Gli analisti della banca svizzera – e qui sta il nodo cruciale dell’operazione – hanno rivisto al rialzo le stime sugli utili per azione (Eps) relative al periodo 2027-2030, incrementandole di una forbice compresa tra il 24 e il 45%. Una correzione, questa, giustificata dall’aspettativa di ricavi più sostenuti e da un potenziale miglioramento dei margini lordi, legato a sua volta al mix di prodotto, ai tassi di utilizzo degli impianti e alle efficienze produttive che l’azienda sta progressivamente mettendo a terra.
Il contesto di mercato e la solidità della tesi industriale
Nonostante le piazze europee abbiano viaggiato in modo contrastato, con più di un segnale di nervosità legato all’incertezza geopolitica, Stm ha insomma dimostrato di poter fare da sé. Il gruppo, va ricordato, non ha annunciato nuovi contratti eclatanti né operazioni straordinarie; la corsa di ieri è nata piuttosto dalla convergenza tra conti trimestrali solidi (almeno sul lato dei ricavi) e una narrazione industriale che, guardando al 2028, appare sempre più credibile agli occhi degli investitori. L’intelligenza artificiale, i satelliti e la continua domanda di semiconduttori per applicazioni embedded rappresentano i tre pilastri sui quali Chery intende costruire la prossima fase di crescita. E Piazza Affari, per il momento, ha deciso di salire a bordo.




