Stm vola a Piazza Affari, i conti del primo trimestre superano le attese e il titolo balza del 10%
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Redazione Economia
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Nonostante un contesto macroeconomico che, come sottolineato dall’amministratore delegato Jean-Marc Chery, resta incerto, StMicroelectronics ha chiuso il primo trimestre del 2026 con risultati che hanno lasciato di stucco gli analisti. Il gruppo italo-francese, specializzato nella produzione di semiconduttori, ha infatti archiviato il periodo (gennaio-marzo) con ricavi netti pari a 3,1 miliardi di dollari, segnando un incremento del 23% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Una performance, quest’ultima, rivelatasi superiore sia alle stime del consenso degli esperti (che si erano fermati a 3,06 miliardi) sia alle stesse indicazioni fornite in precedenza dal management, alimentando un immediato ottimismo tra gli investitori. La reazione dei mercati non si è fatta attendere, regalando alla società una delle migliori performance di giornata nel paniere del Ftse Mib; nelle prime ore di contrattazione il titolo ha toccato un picco intraday di 41,19 euro, con un balzo che in avvio di seduta ha sfiorato il 10%, per poi attestarsi su un guadagno solido intorno al 6,5% nelle ore centrali della seduta.
Il peso dei componenti per l’intelligenza artificiale e dei satelliti
Analizzando nel dettaglio i numeri, emergono dinamiche interessanti al di là della semplice crescita dei ricavi. Se da un lato l’utile netto ha subito una flessione (passando dai 56 milioni del 2025 agli attuali 37 milioni), dall’altro la qualità del fatturato e le prospettive per il trimestre in corso hanno convinto anche i più scettici. Il dato più incoraggiante, infatti, arriva dalla guidance per il secondo trimestre: l’azienda prevede ricavi per 3,45 miliardi di dollari, una cifra che non solo implica una solida crescita sequenziale (oltre l’11%), ma che supera ampiamente le aspettative di mercato ferme a 3,18 miliardi. A trainare queste previsioni, come ha spiegato lo stesso Chery durante la conference call con gli analisti, è il posizionamento strategico dell’azienda nel campo dell’intelligenza artificiale, dove Stm conta di raccogliere i frutti dei nuovi programmi dedicati alle infrastrutture; l’obiettivo dichiarato è quello di superare la soglia dei 500 milioni di dollari di ricavi dai data center già nel corso del 2026, per poi ampiamente raddoppiarli (oltre un miliardo) nel 2027.
I contratti spaziali con Starlink e la tenuta geopolitica
Parallelamente allo slancio dato dall’Ai, un altro fronte caldo per il gruppo rimane quello spaziale, segnatamente il comparto dei satelliti in orbita bassa (Low Earth Orbit, Leo). Chery ha voluto sottolineare i "solidi progressi" fatti in questo trimestre, dove cioè l’attività legata a questi dispositivi continua a rappresentare un volano importante per le commesse. Non si tratta solo di ambizione tecnologica, ma di contratti già perfezionati che garantiscono liquidità immediata: l’azienda ha infatti reso noto di aver già in portafoglio vendite per un valore complessivo di 3 miliardi di dollari da realizzare nel triennio 2026-2028, e buona parte di questi ricavi proviene dalla fornitura di semiconduttori (circuiti integrati a radiofrequenza e componenti "rad-hard", cioè resistenti alle radiazioni) per i giganti del settore come Starlink e SpaceX. Questa solidità commerciale, unita a una pianificazione industriale di lungo corso, ha permesso a Stm di respingere al mittente i timori legati alle tensioni geopolitiche. Interrogato in merito al potenziale impatto derivante dal conflitto in Medio Oriente (considerando la delicatezza dello Stretto di Hormuz), Chery ha dichiarato che al momento non si registrano ripercussioni negative sulle attività o sul personale, specificando che la società è al riparo da eventuali impennate dei costi energetici grazie a contratti di fornitura a lungo termine già in essere, che la tutelano per tutto il 2026.
Volumi di scambio alle stelle e prospettive di margine
Tornando all’andamento delle azioni, il rally è stato accompagnato da volumi di scambio eccezionalmente elevati, segno tangibile del forte interesse degli operatori dopo la pubblicazione dei dati. Nella sola mattinata di ieri, sono passate di mano quasi 6,2 milioni di azioni, una mole di contratti che ha ulteriormente amplificato la corsa del titolo, facendogli toccare un minimo di giornata a 39,125 euro prima della rimonta. Per quanto riguarda la redditività, sebbene l’utile netto sia in calo, l’azienda ha mostrato un miglioramento della marginalità lorda (gross margin) su base annua, salita al 33,8% grazie a un mix prodotti più favorevole e a minori oneri per capacità inutilizzate. Un dato, quest’ultimo, che rimane al centro delle attenzioni degli analisti finanziari, i quali hanno visto nella capacità di Stm di contenere le spese fisse nonostante le fluttuazioni della domanda un ulteriore segnale di maturità operativa. Il gruppo, insomma, capitalizza oggi quasi 10 punti percentuali di gain in una sola seduta, riportando il titolo su livelli che mancavano da oltre due anni e confermando la propria resilienza in un settore, quello dei chip, ancora alle prese con la complessa transizione verso la piena normalizzazione delle catene di approvvigionamento.




