Borse in rosso per l’effetto petrolio, ma Stmicroelectronics corre contrordine: il riassunto di una giornata contrastata
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Redazione Economia
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La seduta del 29 aprile si è chiusa all’insegna del ribasso per i principali listini del Vecchio Continente, con Piazza Affari che ha ceduto lo 0,5%, allineandosi sostanzialmente alla performance negativa di Parigi e Francoforte, anch’esse ferme su cali dello 0,4%. Un dato, quest’ultimo, che ha trovato riscontro anche nella vivacità dell’Ibex 35 di Madrid, mentre Londra ha accusato il colpo più duro, scivolando dell’1,2% e confermando la maggiore esposizione del Ftse 100 ai titoli legati alle materie prime e ai listini energetici.
La pressione al ribasso, come spesso accade in questi frangenti, è stata alimentata dalla corsa inarrestabile del greggio; il Brent, in particolare, ha varcato la soglia dei 117 dollari al barile, un livello che ormai da settimane tiene sotto scacco le aspettative degli investitori, erodendo di fatto i margini delle società energivore e riaccendendo i timori legati all’inflazione importata. L’attenzione degli operatori, in questo contesto di forte volatilità, resta focalizzata sulle prossime mosse delle banche centrali: se da un lato non ci si aspetta una scossa immediata sui tassi né dalla Bce né dalla Bank of England proprio a ridosso di questa riunione, è altrettanto vero che il contesto di rincari energetici potrebbe presto innescare un cambio di rotta nella comunicazione ufficiale di Francoforte.
L’effetto rimbalzo della tecnologia e le mosse di Milano
Guardando al dettaglio della seduta milanese, emerge un contrasto netto tra la tenuta del settore industriale avanzato e la debolezza del comparto tradizionale. A svettare in maniera vistosa è stata Stmicroelectronics, il colosso italo-francese dei semiconduttori, che ha registrato un balzo del 6%. Questo exploit non è avvenuto in un vuoto informativo, ma è stato trainato dai conti positivi arrivati dall’olandese Nxp; una notizia – quella relativa alla ripresa della domanda di chip per l’automotive e l’elettronica – che ha riacceso i riflettori su un settore che aveva recentemente mostrato segni di appannamento. In una giornata in cui il “vecchio capitalismo” faticava a tenere il passo, la tecnologia ha rappresentato un’oasi felice per chi cercava rendimenti, dimostrando ancora una volta la natura ciclica ma aggressiva di questi titoli.
Tecnica e trading: il Ftse Mib resta in bilico
Se si analizza il grafico del Ftse Mib, emerge un quadro tecnico particolarmente sfumato. Il principale indice di piazza Affari, nonostante la chiusura in rosso dello 0,51%, non ha ancora disinnescato completamente le spinte positive maturate nel medio periodo. Tuttavia, gli indicatori di breve termine raccontano una storia diversa, segnalando una frenata della fase di spinta che contrasta con l’ottimismo dei prezzi registrato nelle settimane precedenti. Questo conflitto tra letture temporali diverse suggerisce che, sebbene la struttura rialzista di fondo sia ancora intatta, un periodo di consolidamento o di decisi rallentamenti sia inevitabile, specialmente in vista dell’ostacolo psicologico rappresentato dalla soglia dei 48.005 punti.
La cronaca: un’inchiesta che cambia volto
Discorso a parte merita l’aggiornamento sulla vicenda giudiziaria che proviene dalle aule della procura di Pavia, dove gli inquirenti – coadiuvati dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano – hanno modificato il capo di imputazione a carico di Sempio, passando dall’accusa di omicidio in concorso a quella più grave di omicidio volontario. Un’ordinanza, quella notificata nelle scorse ore insieme all’invito a comparire, che introduce l’aggravante della crudeltà; i riscontri autoptici avrebbero infatti rilevato almeno dodici lesioni, localizzate tra il cranio e il volto della vittima. Un dettaglio, quest’ultimo, che ha spostato l’asse dell’intera indagine dalla semplice partecipazione al reato alla piena consapevolezza dell’atto violento, alzando inevitabilmente la posta in gioco in vista della prossima udienza.




