Stm, il rally di primavera: conti in calo ma superiori alle attese e il business spaziale vola a 3 miliardi
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Redazione Economia
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La seduta di Piazza Affari, per una volta, premia la strategia più che l’istinto. StMicroelectronics, in una giornata che la vede protagonista assoluta del FTSEMib, registra la miglior performance di giornata grazie ai numeri del primo trimestre del 2026, rivelatisi superiori alle indicazioni fornite dal management nonostante un quadro macroeconomico ancora offuscato da nubi geopolitiche. Alle 13.10, il titolo viaggiava con un guadagno del 6,49% a 39,965 euro, un valore che sintetizza la tensione tra un minimo di 39,125 e un massimo di 41,19 euro, mentre i volumi, con quasi 6,2 milioni di azioni passate di mano in poche ore, testimoniano l’interesse concreto degli investitori per il gigante dei semiconduttori.
A guardare i puri dati contabili, si potrebbe rimanere spiazzati, visto che il periodo si è chiuso con un calo fisiologico dei ricavi e della marginalità lorda rispetto ad un trimestre particolarmente solido. Eppure, a smorzare questi toni – conferendo all’analisi una profondità diversa – è la sostanza delle cifre assolute: i ricavi netti sono balzati a 3,095 miliardi di dollari, segnando un incremento del 23% su base annua. Un dato, questo, che supera ampiamente le previsioni interne dell’azienda (fissate attorno ai 3,04 miliardi) e il consensus degli analisti, rivelando una capacità di tenuta del business che va ben oltre le semplici fluttuazioni contingenti. Il margine lordo, attestatosi al 33,8%, ha fatto altrettanto, migliorando le aspettative e segnalando come il mix di prodotto stia virando verso segmenti a più alto valore aggiunto.
L’effetto Leo e lo scudo energetico: i dettagli dell’inchiesta industriale
Nel corso della call con gli analisti, l’amministratore delegato Jean-Marc Chery ha gettato luce su alcuni dei motori di questa crescita, svelando un fronte su cui l’azienda scommette con decisione: quello dei satelliti in orbita bassa (Leo). L’attività legata a questi dispositivi, che alimentano costellazioni come Starlink di SpaceX, ha fatto registrare progressi solidi nel trimestre, con consegne in aumento per i clienti. La complessità tecnica della fornitura, che spazia dai circuiti integrati a radiofrequenza (Rf) fino ai componenti “rad-hard” (resistenti alle radiazioni), posiziona Stm in una nicchia protetta da elevatissime barriere all’entrata; non stupisce, quindi, che le proiezioni per il triennio 2026-2028 parlino di ricavi generati da questi contratti che supereranno i 3 miliardi di dollari.
Separata, ma ugualmente cruciale per la tenuta dei margini, è la gestione dei rischi esterni. In un contesto di rialzo dei costi energetico e di tensioni in Medio Oriente, la direzione aziendale ha voluto rassicurare gli azionisti: non ci sono al momento ricadute sul personale né criticità nell’approvvigionamento, grazie a scorte strategiche e a protocolli di rerouting delle merci. Ancora più rilevante, nel corso del 2026 l’azienda si trova al riparo dagli aumenti dei costi dell’energia, protetta da contratti di lungo termine già in essere che scadranno solo a fine anno o nel corso del 2027. Una copertura, questa, che permette a Lorenzo Grandi (Cfo) di escludere impatti significativi sulla redditività a breve, isolando la crescita industriale dai venti dell’inflazione importata.
Tra utili in contrazione e guidance in risalita
Se il fatturato racconta una storia di espansione, la voce dell’utile netto – in ribasso del 33,7% a 37 milioni di dollari – impone una lettura più articolata della performance. La contrazione, per certi versi attesa dopo il picco del primo trimestre 2025, non deve però oscurare il dato di fatto più significativo: si tratta di un deciso rimbalzo rispetto alla perdita netta di 30 milioni di dollari registrata nel quarto trimestre del 2025. Il margine operativo, che si attesta al 5,5% (70 milioni di dollari), rappresenta un cambio di passo deciso rispetto allo 0,4% dell’anno precedente, suggerendo che la fase di normalizzazione delle scorte in eccesso, ereditata dall’era post-pandemica, stia lasciando spazio a un ciclo virtuoso di nuovi ordini.
Lo sguardo, come sempre in questi casi, corre già ai prossimi tre mesi. La guidance per il secondo trimestre del 2026 è di un ulteriore e netto rialzo dei ricavi: la società prevede un incremento dell’11,6% su base sequenziale, che porterebbe il fatturato a 3,45 miliardi di dollari. Un dato che implica un balzo del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le aspettative sul margine lordo, che dovrebbe assestarsi attorno al 34,8% (o al 35,2% in base ai principi Non-GAAP, inclusi gli effetti degli hedge), consolidano la fiducia nella capacità di Stm di navigare la complessità attuale senza sacrificare la propria redditività operativa.




