La Borsa, gli indici del 2 giugno 2026: Milano vola con Stm e l’intelligenza artificiale, nuovo storico oltre 50.500 punti
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Redazione Economia
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Una spinta secca, alimentata dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e da una schiarita, seppur fragile, all’orizzonte mediorientale, ha letteralmente trascinato i listini europei verso l’alto nella seduta del 2 giugno. E al centro di questa impennata, a dettare il passo e a tagliare il traguardo per prima, c’è ancora una volta Piazza Affari. L’indice Ftse Mib, così, non solo ha festeggiato una chiusura brillantemente positiva, ma ha infranto ogni precedente record storico, issandosi comodamente sopra la soglia psicologica dei 50.
500 punti, un traguardo che riporta idealmente alla mente l’euforia tecnologica di un quarto di secolo fa. Il listino milanese, sostenuto da un comparto tech in stato di grazia e da operazioni di acquisto mirate su alcuni dei suoi pezzi pregiati, ha archiviato la giornata con un progresso dell’1,6%, fissando la nuova quota di riferimento a 50.579 punti.
Una performance, questa, che non solo guida il gruppo in Europa, ma che disegna un solco netto rispetto alla prudenza mostrata da altre piazze finanziarie, tradendo una fiducia contagiosa – anche se non acritica – degli investitori nei confronti delle aziende italiane legate ai semiconduttori e alle infrastrutture digitali.
La doppia anima del rally: Stm vola, Prysmian raccoglie le promozioni
Se si cerca il volano principale di questa corsa record, lo si trova senza ombra di dubbio nei titoli tecnologici e, in particolare, nelle azioni di Stmicroelectronics. Il colosso italo-francese dei chip ha archiviato la seduta con un balzo del 15%, aggrappandosi ai massimi che non si vedevano dal lontano marzo del 2000, quando la bolla delle cosiddette dot-com gonfiava a dismisura le valutazioni di mercato.
Una rincorsa, quella di oggi, che gli analisti spiegano con le rinnovate aspettative legate alla domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, un settore che richiede componenti sempre più potenti e che ha visto il gruppo aggiornare al rialzo le proprie stime sui ricavi. A tenere compagnia a Stm, e a contribuire in maniera sostanziale al rialzo dell’indice, ci ha pensato Prysmian, il gigante dei cavi in fibra ottica e di potenza.
Il titolo ha guadagnato un consistente 3,58%, traendo linfa vitale non solo dal contesto favorevole legato all’espansione delle reti dati – un bisogno sempre più pressante per sostenere i modelli di IA – ma anche da una serie di promozioni arrivate da due importanti case d’affari, BofA e Jefferies, che hanno rivisto al rialzo le rispettive valutazioni sull’azienda.
Il contesto geopolitico e l’effetto Nvidia: una giornata di luci e ombre
Se la tecnologia è stata l’assoluta protagonista del racconto di Borsa, lo sfondo su cui si è mossa la partita non è però privo di nubi all’orizzonte. Gli investitori, e questo lo si legge nelle volumi alterni di acquisto, continuano a tenere gli occhi puntati sul delicato dossier mediorientale, dove la tenuta del cessate il fuoco resta ancora un elemento aleatorio. Una condizione di incertezza, quella geopolitica, che frena l’euforia più sfrenata e consiglia di mantenere un approccio selettivo anche di fronte a innovazioni tecnologiche dirompenti.
Proprio in quest’ottica si inserisce il comportamento degli altri principali listini: se Milano viaggia a vele spiegate, Francoforte, Parigi e Amsterdam seguono il rialzo con meno convinzione, mentre Londra addirittura si limita a un timido +0,3%, confermando una maggior esposizione a settori più tradizionali come l’energia. A scaldare gli animi dall’altra parte dell’oceano è stata poi Nvidia, con il suo annuncio di un nuovo chip – presentato al Computex di Taipei – progettato per integrare funzionalità di IA direttamente nei personal computer.
Una mossa, quest’ultima, che ha spinto i future a Wall Street in territorio positivo, creando un ponte ideale di continuità tra la chiusura europea e l’avvio della seduta americana.
Analisi tecnica e controtendenze: il quadro del Ftse Mib
Guardando al grafico del Ftse Mib, gli esperti di analisi tecnica tracciano ora uno scenario che, se da un lato conferma la forza del trend rialzista, dall’altro non cela i rischi di un fisiologico contraccolpo. La chiusura a 50.579 punti, infatti, posiziona l’indice davanti a una prima area di resistenza individuata a 50.912; superato questo scoglio, le attese convergono verso l’obiettivo successivo di 51.912.
Tuttavia, come spesso accade dopo corse così vigorose, la possibilità di una correzione resta concreta: il mercato potrebbe infatti cercare un sostegno più solido prima di tentare nuovi assalti, con un eventuale ritracciamento che gli analisti collocano verso il target di 49.912. Non è stata, infine, una giornata di sole per tutti.
A scontare l’euforia generale hanno pensato alcuni titoli, come Avio e Fincantieri, che hanno archiviato la seduta in fondo al listino rispettivamente con un -2,94% e un -2,68%, a testimonianza di una rotazione del capitale che, in questa fase, premia in modo netto la tecnologia a discapito di altri comparti.




