Borsa, sell-off tecnologico globale: i listini in rosso il 23 giugno. A Milano crollano Stm e Stellantis

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un'ondata di vendite senza precedenti si è abbattuta sui mercati finanziari globali nella giornata del 23 giugno 2026, con il comparto tecnologico nel ruolo di vittima designata che ha innescato un effetto domino da Wall Street all'Asia fino all'Europa.

La seduta, caratterizzata da un clima di forte avversione al rischio, ha visto il listino di Seul registrare una flessione di quasi dieci punti percentuali, il Nikkei di Tokyo perdere oltre il tre per cento e le principali piazze del Vecchio Continente chiudere tutte in territorio negativo, con Piazza Affari che ha fatto segnare una delle performance peggiori.

Il crollo dei colossi dei chip in Asia

L'epicentro della tempesta finanziaria è stato individuato in Asia, dove il crollo dei titoli dei semiconduttori ha trascinato verso il basso i rispettivi indici azionari. La Corea del Sud è stata la piazza più colpita, con l'indice Kospi che ha perso il 9,99%, toccando un minimo che ha richiamato alla memoria le peggiori sedute delle crisi passate.

Il tracollo è stato alimentato dalle vendite massicce sui due giganti locali del settore, SK hynix e Samsung Electronics, che hanno visto i loro valori crollare rispettivamente del sei e del cinque per cento, risentendo in modo diretto del clima di sfiducia che si è generato oltreoceano. La capitale giapponese, Tokyo, non è stata da meno: l'indice Nikkei 225 ha chiuso in ribasso del 3,46%, mentre le borse cinesi hanno registrato perdite che oscillavano tra l'1,4% e il 2,3%, confermando la natura globale del fenomeno correttivo.

Le preoccupazioni sul settore dell'intelligenza artificiale

Alla base di questo repentino cambio di rotta vi sono le crescenti perplessità degli investitori riguardo alla sostenibilità delle valutazioni del comparto tecnologico, e in particolare delle società legate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Dopo mesi di rialzi ininterrotti, alimentati dall'entusiasmo per le potenzialità dell'IA, il mercato sembra aver improvvisamente preso coscienza dei rischi connessi ai massicci investimenti richiesti da questa tecnologia e alla loro effettiva redditività futura.

Un campanello d'allarme particolarmente significativo è arrivato da SpaceX, la società di Elon Musk che ha recentemente fatto il suo debutto in borsa: il titolo, dopo un'avvio da record, ha subito una brusca inversione di tendenza, perdendo il 16% in una sola seduta a causa di un'offerta obbligazionaria da 20 miliardi di dollari per finanziare l'espansione nel settore dell'IA.

Questa mossa, insieme all'annuncio di Oracle che ha ridotto il proprio organico del 13% per l'adozione dell'IA, ha acceso i riflettori sui costi e sui possibili ritorni di questa tecnologia, spingendo molti operatori a ridurre le proprie posizioni sui titoli più esposti.

Piazza Affari e le società più colpite

L'effetto contagio non ha risparmiato l'Europa e l'Italia, con Piazza Affari che ha aperto la seduta in netto calo e ha ampliato le perdite nel corso della giornata, arrivando a toccare un ribasso dell'1,7% che ha riportato l'indice Ftse Mib sotto la soglia dei 52 mila punti. A trainare verso il basso il listino milanese sono stati, in particolare, i titoli più legati al settore tecnologico e ai semiconduttori.

Stmicroelectronics, che nelle scorse settimane aveva toccato nuovi massimi storici, è stata la maglia nera della seduta, con un crollo che ha superato il 7%, scesa a quotazioni intorno ai 64 euro, mentre il titolo Stellantis ha perso circa il 3,8% e Prysmian ha ceduto oltre il 3,9%.

Le perdite, in ogni caso, si sono estese a un'ampia fetta del listino, colpendo anche società come Ferrari, Buzzi Unicem, FinecoBank, Azimut e Poste Italiane, tutte in flessione tra l'uno e il due per cento, mentre solo pochi titoli, tra cui Saipem e Mps, sono riusciti a guadagnare terreno.

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