Sell-off globale sul tech, Piazza Affari affonda con Stm a -7%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non c'è tregua per i mercati azionari europei, travolti da una violenta ondata di vendite che ha preso di mira il comparto tecnologico, innescando un effetto domino partito da Wall Street e propagatosi immediatamente alle piazze asiatiche. Milano, in particolare, amplifica le perdite, con il Ftse Mib che segna un ribasso consistente e si riporta sotto la soglia chiave dei 52.000 punti, dopo aver toccato recentemente i massimi storici.

A pesare come un macigno sull'indice è il crollo verticale di STMicroelectronics, che perde oltre il 7%, facendo da traino negativo all'intero listino e confermandosi il titolo peggiore della sessione. Lo scenario rimane estremamente nervoso, con i future sul Nasdaq che in preapertura lasciano presagire un'altra seduta di forti cali anche negli Stati Uniti.

Il contagio parte da Wall Street e travolge l'Asia

Il sell-off che sta mettendo in ginocchio le Borse europee è la diretta conseguenza di una seduta pesante per i titoli hi-tech a New York, dove le cosiddette Magnifiche Sette hanno subito perdite ingenti: Amazon e Alphabet-Google hanno perso quasi il 5%, mentre il gigante dei razzi SpaceX ha visto il suo titolo crollare del 16%, bruciando centinaia di miliardi di capitalizzazione in un solo giorno.

Questo clima di avversione al rischio, alimentato dal timore che il rally dell'intelligenza artificiale possa essersi spinto troppo in là, ha contagiato immediatamente l'Asia: il Kospi della Borsa di Seul è letteralmente crollato del 10%, con i colossi dei chip Samsung e SK Hynix in flessione di oltre il 12%, mentre il Nikkei di Tokyo ha lasciato sul terreno quasi il 4%. L'ondata di vendite, come prevedibile, non ha risparmiato l'Europa, dove lo Stoxx 600 ha subito un forte ridimensionamento, guidato al ribasso dal settore tecnologico.

Milano nel vortice delle vendite, Stm e il comparto chip nel mirino

Piazza Affari si conferma una delle piazze più colpite, con un ribasso dell'1,3% che fotografa la debolezza del momento. A fare da apripista alla discesa è STMicroelectronics, che ha visto le sue azioni precipitare fino a 63,82 euro, subendo un duro colpo dalla generale avversione per i semiconduttori e i titoli legati all'AI. Il sentiment negativo che aleggia sul settore, evidenziato anche dal calo dell'ETF iShares Semiconductor in premercato, ha travolto anche altre società europee del settore, come l'olandese ASMI, anch'essa in pesante ribasso.

Il clima di forte incertezza è amplificato da fattori macroeconomici; i dati preliminari sul settore manifatturiero dell'Eurozona hanno mostrato un rallentamento, aggiungendo ulteriori motivi di preoccupazione per gli investitori.

Leonardo e le utility tengono, il dollaro si rafforza e l'oro cede

In un contesto di vendite generalizzate, sono pochissimi i titoli che riescono a guadagnare terreno. Tra questi spiccano Leonardo, che mette a segno un rialzo di circa lo 0,9%, e il gruppo energetico A2A, entrambi in controtendenza rispetto al resto del listino. La mappa dei ribassi si allarga invece a molti altri big di Piazza Affari, come Prysmian e Stellantis, che perdono rispettivamente oltre il 4% e quasi il 4%, mentre prosegue la scia negativa per Technoprobe, Avio e Maire.

Sul fronte valutario, intanto, il dollaro continua a rafforzarsi, spingendo l'euro sotto quota 1,14, un livello che non si vedeva da circa un anno. Le tensioni sul mercato dei metalli preziosi proseguono, con l'oro che subisce un'ulteriore flessione, scambiato attorno ai 4.117 dollari l'oncia. Al contrario, il mercato del petrolio mostra una sostanziale tenuta, con il WTI che rimane stabile sui valori precedenti, in attesa di sviluppi sui delicati colloqui tra Stati Uniti e Iran.

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