Borse in rimbalzo, l’Europa chiude in rialzo con il tech. Milano sale a 52.000 punti, Stm vola sopra il 7%.

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La settimana che si era aperta all’insegna delle vendite, per certi versi brutali, lascia spazio a una reazione fisiologica, con i listini del Vecchio Continente che recuperano terreno spinti dal comparto tecnologico. Un settore, quest’ultimo, capace di cambiare umore di seduta in seduta e che, quando mostra il suo lato migliore, trascina con sé l’intero panorama azionario. Piazza Affari, in questa scia, guadagna oltre un punto percentuale e torna a rivedere la soglia dei 52.000 punti base, sostenuta da una manciata di titoli che hanno chiuso con performance a due cifre o poco meno.

Protagonista assoluta della seduta è Stm, il gruppo franco-italiano dei semiconduttori, che mette a segno un rialzo del 7,15% e si aggiudica il primato tra i listini milanesi. Dietro di lei, ma con distacchi significativi, si piazzano Diasorin (+4,45%) e Prysmian (+2,4%), mentre il comparto del credito torna a respirare con una progressione corale: Unicredit avanza del 2,6%, Mediobanca del 2,4%, Mps del 2,1% e Intesa Sanpaolo dell’1,8%. Un movimento che restituisce fiducia agli investitori, dopo le turbolenze dei giorni precedenti.

Wall Street positiva, il petrolio frena e il gas sale

La seduta a Wall Street si mantiene in territorio positivo, trainata anch’essa dai titoli dei semiconduttori e favorita da un leggero arretramento del prezzo del petrolio, nonostante le rinnovate frizioni tra Stati Uniti e Iran continuino a tenere alta l’attenzione sugli equilibri del Medio Oriente. Sul fronte delle materie prime, il gas naturale prosegue invece la sua corsa e supera la soglia dei 50 euro per megawattora, un livello che riaccende i timori sul caro energia in un’Europa ancora alle prese con le scorte per l’inverno.

I listini europei chiudono diffusi in positivo, con l’unica eccezione rappresentata da Londra, che arretra dello 0,16% in controtendenza rispetto ai partner continentali. Milano guadagna un punto percentuale tondo, mentre Parigi e Francoforte si allineano con un progresso dello 0,9%. Nel finale, l’accelerazione degli indici statunitensi ha contagiato anche il Vecchio Continente, con Madrid in testa (+1,55%) seguita da Milano (+1,1%) e Francoforte (+1%), mentre Londra ha ridotto il passivo allo 0,1%.

I conti che non tornano e l’attesa per i risultati

Il contesto di mercato resta comunque condizionato da variabili geopolitiche non trascurabili, con le tensioni in Medio Oriente che fanno da contraltare al recupero del petrolio e al rialzo del gas, in una fase di attesa per la nuova stagione delle trimestrali societarie. Gli investitori guardano con cautela ai prossimi annunci, consapevoli che i dati sui conti aziendali potrebbero fornire indicazioni preziose sulla tenuta della crescita economica e sull’andamento dell’inflazione.

Sul fronte dei cambi, l’euro si mantiene stabile rispetto al dollaro, mentre l’oro tiene la posizione in un clima che alterna fiducia e prudenza. Il settore dei semiconduttori, dopo l’ondata di vendite che lo aveva colpito nei giorni scorsi, ha trovato nuovo slancio grazie anche alla raccolta record di Sk Hynix per la quotazione a New York, un’operazione che ha dato linfa a tutto il comparto europeo, con Soitec e Stm in evidenza.

L’indice Dow Jones sale dello 0,2%, mentre il Nasdaq guadagna lo 0,62%, confermando la predilezione del mercato per i titoli ad alta tecnologia. Un quadro misto, quello odierno, che restituisce fiato ai listini ma lascia aperte molte domande sulle prossime mosse delle banche centrali e sull’evoluzione del conflitto mediorientale. Per ora, Piazza Affari si prende la scena con un rimbalzo che fa tirare un sospiro di sollievo, in attesa di capire se la ripresa avrà gambe per camminare da sola.

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