Stmicroelectronics, Chery scommette sul 2026: ricavi a doppia cifra spinti dall’intelligenza artificiale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non c’è solo il buon inizio dell’anno a confortare gli azionisti di Stmicroelectronics, sebbene i numeri del primo trimestre – ricavi per 3,095 miliardi di dollari, in crescita del 23 per cento sullo stesso periodo del 2025 – abbiano già superato le attese della stessa azienda. A dare una prospettiva più strutturale alle valutazioni sul gruppo italo-francese ci pensa Jean-Marc Chery, amministratore delegato, il quale durante la call con gli analisti seguita alla pubblicazione dei conti ha tracciato una traiettoria chiara per il prossimo esercizio. Il manager ha infatti dichiarato che St prevede per il 2026 una crescita dei ricavi a due cifre, una percentuale che non deriva soltanto dall’andamento dei mercati di riferimento o dai programmi già in essere per i clienti, ma anche – e forse soprattutto – da nuovi progetti legati all’intelligenza artificiale.

Leva tecnologica e infrastrutture di AI

Proprio sull’intelligenza artificiale, Chery ha voluto fornire qualche dettaglio operativo in più, sottolineando che la società intende sfruttare le proprie tecnologie specializzate – quelle che da anni rappresentano il suo core business nei semiconduttori – per accompagnare l’evoluzione dell’infrastruttura di AI. Un segmento, quest’ultimo, in rapida espansione e che richiede componenti sempre più performanti e a basso consumo. L’ad ha parlato di “nuovi programmi” già in fase di sviluppo, senza però mai scendere in dettagli eccessivi o fornire nomi di committenti. Quel che conta, per gli analisti, è la direzione: St non intende restare un fornitore generico, ma vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista nell’hardware che alimenta i sistemi di machine learning e le reti neurali.

Numeri del trimestre e margine in miglioramento

Il quadro tracciato da Chery si regge anche su fondamentali solidi, a cominciare dai conti del primo trimestre. Oltre ai 3,095 miliardi di dollari di ricavi, va segnalato che al netto dell’acquisizione dei sensori Memes dall’olandese Nxp – operazione conclusa di recente – la crescita si attesterebbe comunque al 21,4 per cento. Un dato, questo, che dimostra come la componente organica del business resti prevalente. Ancora più interessante però l’andamento del margine lordo, passato dal 33,4 al 33,8 per cento grazie a un utile lordo di 1,045 miliardi di dollari (in rialzo del 24,3 per cento). Un miglioramento di 40 punti base che, seppur contenuto, suggerisce una gestione industriale capace di assorbire le tensioni sui costi e di valorizzare il mix di prodotto.

Satelliti Leo e partnership spaziali

Un altro fronte su cui Chery ha voluto aggiornare il mercato riguarda il settore dei satelliti a bassa orbita (Low Earth Orbit, Leo). Qui Stmicroelectronics ha registrato “solidi progressi” nel trimestre, con volumi di consegne in crescita per i propri clienti. L’azienda è attiva da tempo nella fornitura di semiconduttori, circuiti integrati a radiofrequenza per sistemi Apaas e componenti “rad-hard” – cioè resistenti alle radiazioni – ottimizzati per l’ambiente spaziale. Collaborazioni ormai consolidate, come quelle con Starlink e SpaceX, hanno permesso al gruppo di accumulare competenze uniche in una nicchia tecnologicamente esigente. Per il triennio 2026-2028, Chery ha stimato che le sole attività legate ai satelliti Leo possano generare ricavi superiori ai 3 miliardi di dollari, un obiettivo che dimostra quanto il gruppo creda nella continuità di questa domanda, alimentata dalle costellazioni di nuovi operatori e dai piani di espansione delle reti orbitali.

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