Voucher cloud e cybersecurity, al via le domande per l’iscrizione all’elenco fornitori del Mimit

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Partirà il 4 marzo 2026, per concludersi il successivo 23 aprile alla stessa ora, la finestra temporale entro la quale le imprese del settore digitale e i professionisti interessati potranno presentare istanza per essere inseriti nell’elenco dei fornitori di servizi e prodotti di cloud computing e cyber security. Lo rende noto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che con una dotazione finanziaria di 150 milioni di euro, stanziati nell’ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione relativo al periodo 2014-2020, intende sostenere la domanda di tecnologie avanzate da parte delle piccole e medie imprese e dei lavoratori autonomi. L’iniziativa, disciplinata dal decreto ministeriale del 18 luglio 2025 e dal successivo decreto direttoriale del 21 novembre 2025 che ne ha definito le modalità attuative per la costituzione dell’albo dei fornitori, mira a incentivare l’acquisizione di soluzioni innovative, siano esse hardware o software, purché nuove o comunque più evolute rispetto a quelle già in dotazione.

I requisiti richiesti per l’accreditamento e i percorsi alternativi per i fornitori

I soggetti che intendono candidarsi devono necessariamente possedere specifici requisiti tecnico-organizzativi, volti a garantire che i servizi offerti rispondano a standard qualitativi e di sicurezza elevati. Il Ministero, in particolare, ha previsto due distinte modalità di iscrizione all’elenco. La prima, definita Percorso A, è riservata ai fornitori che già dispongono della qualifica QC1, ovvero quei servizi cloud già inseriti nel catalogo dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e destinati alla Pubblica Amministrazione, i quali soddisfano automaticamente i criteri di ammissibilità.

La seconda via, il Percorso B, si rivolge invece ai fornitori privati che, pur non essendo in possesso della qualifica QC1, possono dimostrare la propria affidabilità attraverso certificazioni internazionali riconosciute. In questo caso, la documentazione richiesta varia a seconda della tipologia di servizio offerto, spaziando dalla norma ISO 9001 per la gestione della qualità, alla ISO/IEC 27001 per la sicurezza delle informazioni, fino alla ISO/IEC 27017 per i servizi cloud e, in alternativa, al livello 2 della certificazione CSA Star. Questo doppio binario, come spiegano le associazioni di categoria, è stato studiato per non restringere eccessivamente il mercato, consentendo la partecipazione anche a quelle realtà che, pur operando con standard elevati, non hanno ancora ottenuto l’accreditamento ACN.

Le categorie di servizi ammissibili e i limiti per quelli accessori

L’elenco che verrà costituito includerà fornitori attivi in cinque macro-categorie di servizi e prodotti. Si va dalle soluzioni hardware per la cybersecurity, come firewall di nuova generazione, router e switch con funzionalità di sicurezza integrate e sistemi di prevenzione delle intrusioni, ai software specializzati nella protezione, quali antivirus evoluti, sistemi di gestione degli eventi e delle informazioni di sicurezza (SIEM) e strumenti per la crittografia dei dati. Rientrano inoltre nell’agevolazione i servizi cloud infrastrutturali (IaaS) e di piattaforma (PaaS), che includono macchine virtuali, storage, backup e database, nonché i servizi software in modalità SaaS, tra cui figurano i gestionali ERP, i CRM, le piattaforme di e-commerce e gli strumenti per la produttività individuale.

Una menzione particolare meritano i servizi professionali di configurazione, monitoraggio e supporto tecnico continuativo, che il decreto qualifica come servizi accessori. Per questi, il bando stabilisce un limite massimo di ammissibilità pari al 30% del piano di spesa complessivo del beneficiario finale, a dimostrazione di come l’incentivo intenda privilegiare l’acquisizione di tecnologie strutturali piuttosto che la sola consulenza. Sarà compito di Infratel Italia, la società in-house del Ministero, effettuare le verifiche sulle domande pervenute, al termine delle quali, entro i successivi sessanta giorni, verrà pubblicato l’elenco ufficiale dei fornitori abilitati.

Le condizioni per le imprese beneficiarie e la successiva fase delle domande

Una volta definito e pubblicato l’albo, si potrà procedere con la seconda fase, quella relativa alla presentazione delle richieste di contributo da parte delle micro, piccole e medie imprese e dei liberi professionisti. Per questi ultimi, la misura prevede un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese sostenute, nel limite massimo di 20mila euro e con un investimento minimo fissato a quattromila euro. Tra i requisiti fondamentali per i beneficiari, al momento della domanda dovrà essere attivo un contratto di connettività internet con una velocità di download di almeno 30 Mbps.

Le spese potranno riguardare acquisti diretti, con un piano da concludersi entro 12 mesi, o abbonamenti, per i quali è prevista una durata contrattuale minima di 24 mesi, con l’ammissibilità dei costi limitata ai primi due anni. La procedura di assegnazione avverrà con modalità a sportello, seguendo l’ordine cronologico di invio delle domande e fino a esaurimento delle risorse disponibili, una parte consistente delle quali, circa 71 milioni, è riservata alle imprese con sede nelle regioni del Mezzogiorno. La data di apertura dello sportello per le imprese e i professionisti, spiegano dal Ministero, sarà comunicata con un successivo provvedimento solo dopo il completamento della fase di accreditamento dei fornitori.

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