"The Last of Us" non è più la stessa cosa (e va bene così)

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Pedro Pascal, protagonista indiscusso della prima stagione di The Last of Us, ha ammesso di trovarsi in una "fase di negazione attiva" dopo gli eventi che hanno sconvolto i fan all’inizio della seconda stagione. "Non passo molto tempo a pensarci perché mi rattrista", ha confessato l’attore, quasi a voler prendere le distanze da un destino che, in fondo, era già scritto. Quello che è accaduto a Joel, il personaggio da lui interpretato, non è una novità per chi conosce il videogioco da cui la serie è tratta, ma ha lasciato ugualmente molti spettatori sotto choc.

La scelta di eliminare il protagonista già nel secondo episodio della nuova stagione – disponibile dal 14 aprile su Sky e Now in contemporanea con gli Stati Uniti – ha diviso il pubblico, riaccendendo polemiche che erano già emerse con l’uscita di The Last of Us Part II. Se nel gioco la morte di Joel arrivava dopo ore di gameplay, lasciando spazio a un lento sviluppo emotivo, nella serie tv il colpo di scena è stato più brutale, quasi un fulmine a ciel sereno. E mentre alcuni hanno apprezzato il coraggio narrativo, altri l’hanno giudicato un passo falso, un tradimento dello spirito originale.

Non è la prima volta che uno show osa eliminare un personaggio amato in modo così drastico. Già Game of Thrones, con la decapitazione di Ned Stark – interpretato da Sean Bean – aveva dimostrato che nessuno è al sicuro, nemmeno il protagonista. Ma c’è una differenza sostanziale: se in Game of Thrones la struttura corale permetteva di redistribuire il peso narrativo, The Last of Us aveva costruito la sua forza proprio sul rapporto tra Joel ed Ellie, rendendo la perdita ancora più dolorosa per chi si era affezionato alla loro dinamica.

La serie, prodotta da HBO in collaborazione con Neil Druckmann – creatore del videogioco – e Craig Mazin, aveva conquistato critica e pubblico grazie a una trasposizione fedele ma non pedissequa, capace di ampliare alcuni aspetti della trama originale. La prima stagione, premiata per la sceneggiatura, la recitazione e la cura visiva, aveva mantenuto intatta l’essenza della storia: un mondo devastato dal Cordyceps, un fungo parassita che in natura colpisce gli insetti ma che, nella finzione, si è adattato agli esseri umani, trasformandoli in creature aggressive.

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