Harry Styles, la morte di Liam Payne e il nuovo disco: “Vivere al massimo per onorarlo”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A pochi giorni dall’uscita di “Kiss All the Time. Disco, Occasionally.”, il suo quarto album in studio atteso per domani 6 marzo 2026, Harry Styles si è raccontato in un’intervista intima e senza filtri concessa a Zane Lowe per Apple Music, un dialogo che si è svolto in un caffè di Parigi e che ha offerto uno spaccato raro della sua vita interiore. L’artista britannico, lontano dalle scene dopo la conclusione del mastodontico Love On Tour nel 2023, ha rotto un silenzio durato anni non solo per parlare di musica, ma per condividere il peso di un lutto che ne ha ridefinito le priorità: la scomparsa di Liam Payne, l’amico e compagno nei One Direction, venuto a mancare nell’ottobre del 2024 a Buenos Aires. Un evento drammatico, quello della caduta dal terzo piano di un hotel, che ha lasciato un’impronta indelebile in chi quel ragazzo lo aveva visto crescere sotto i riflettori, condividendo sogni e palchi.
Il dolore per un amico e la pressione di un lutto pubblico
Durante la conversazione con Lowe, Styles ha affrontato con una trasparenza sorprendente le complesse dinamiche emotive seguite alla morte di Payne, ammettendo di aver faticato a gestire quella che ha definito una strana pressione, ovvero la percezione che il pubblico volesse impossessarsi di una parte del suo dolore. Ha spiegato come, subito dopo la tragedia, si sia trovato a fare i conti con sentimenti contrastanti: da un lato un cordoglio privato e profondo per un amico che descrive come qualcuno dal cuore gentile e animato dal desiderio genuino di eccellere, dall’altro la consapevolezza che ci si aspettasse da lui una manifestazione pubblica di quel dolore. Ancora oggi, l’idea stessa di doverne parlare rappresenta per lui una sfida, tanto che nell’intervista ha confessato quanto sia difficile perdere non un amico qualunque, ma qualcuno che senti così simile a te in molti aspetti, un legame che va oltre la semplice colleganza professionale per radicarsi in un’affinità elettiva più rara.
Berlino, i Radiohead e la ricerca di una nuova autenticità
La genesi di “Kiss All the Time. Disco, Occasionally.”, un album che si preannuncia come il suo lavoro più sincero e audace, affonda le radici proprio in questo periodo di pausa e riflessione, un tempo che Styles ha scelto di dedicare alla riscoperta di sé lontano dall’assordante rumore dei tour. Le sue incursioni nella vita notturna berlinese, con visite al celebre Berghain, non sono state semplici fughe mondane, ma parte di un percorso di apertura a nuovi stimoli, un’esplorazione che ha incluso anche esperienze artistiche di alto profilo come una memorabile esibizione dei Radiohead. È in quel crogiolo di suoni, solitudini metropolitane e nuove ispirazioni che il disco ha preso forma, spinto dalla volontà di chiedersi cosa volesse realmente fare della propria vita e come desiderasse viverla, un interrogativo esistenziale reso ancora più urgente dalla perdita dell’amico. La risposta, per quanto provvisoria, è racchiusa in queste dodici tracce prodotte esecutivamente da Kid Harpoon, il collaboratore di lunga data, e in una rinnovata determinazione a onorare chi non c’è più vivendo ogni istante con pienezza.
Una nuova idea di tour per costruire una vita e una famiglia
L’intervista a Zane Lowe ha anche svelato i dettagli di un approccio radicalmente diverso alla dimensione live, con l’annuncio del “Together, Together Tour” che vedrà Styles impegnato in una serie di mini-residenze in sole sette città del mondo, da Amsterdam a Londra, passando per New York, dove occuperà il Madison Square Garden per trenta date, e il Messico. Una scelta, questa, motivata dalla volontà di preservare la qualità della vita, propria e della sua band, molte dei quali hanno ora famiglie e bambini. L’idea, come ha spiegato, non è quella di smettere di viaggiare, ma di sperimentare un modello diverso che permetta di prendersi cura di sé e degli altri, creando spettacoli migliori proprio perché non legati alla frenesia del trasferimento continuo. In questo ripensamento delle priorità, in cui la carriera non esclude il desiderio concreto di costruire relazioni solide e, un giorno, una famiglia, traspare la lezione più profonda appresa in questi anni: la necessità di creare attivamente lo spazio perché le cose belle possano accadere, piuttosto che aspettare che accadano per caso.




