Frontale tra due treni in Danimarca, 17 feriti e quattro in condizioni gravi a nord di Copenaghen

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La quiete della mattina presto, quella delle sei e trenta quando il cielo è ancora incerto e i pendolari iniziano a popolare i convogli, è stata squarciata ieri da un violento impatto. A Kagerup, località che sorge a circa cinquanta chilometri dalla capitale Copenaghen, due treni regionali – viaggiando su un binario che avrebbe dovuto tenerli separati – si sono invece trovati l’uno di fronte all’altro, in uno scontro frontale le cui cause rimangono al centro delle verifiche da parte delle autorità danesi. Il bilancio provvisorio, fornito inizialmente dall’agenzia di stampa locale Ritzau, parla di diciassette feriti; tra loro, quattro verserebbero in condizioni definite gravi, tanto da richiedere un intervento sanitario d’urgenza con mezzi aerei ed eliportati.

La dinamica ancora oscura e l’intervento dei soccorsi tra Hillerød e Kagerup

La collisione è avvenuta sul tratto che collega Hillerød a Kagerup, una zona che dista una quarantina di chilometri dal centro di Copenaghen e che, nelle ore di punta, vede un traffico ferroviario piuttosto sostenuto. Proprio questa circostanza, incidentale, rende ancora più rilevante il fatto che non si siano registrate vittime, nonostante la violenza dell’urto. I vigili del fuoco, giunti sul posto insieme a numerose pattuglie della polizia, hanno coordinato le operazioni di estrazione dei feriti dalle lamiere contorte; alcuni di loro sono stati trasportati in ospedale via terra con le ambulanze, mentre per i quattro più gravi si è reso necessario l’impiego di elicotteri, decollati dalle basi di soccorso della regione della Selandia. Non sono stati diffusi i nomi o le generalità dei feriti, né si conosce ancora la loro esatta provenienza, ma è probabile che tra loro figurassero sia pendolari abituali sia viaggiatori occasionali.

Le indagini in corso e la ricostruzione dell’incidente

Le autorità locali, attraverso il dipartimento dei vigili del fuoco e la polizia dei trasporti, hanno aperto un’inchiesta per accertare la sequenza esatta degli eventi. Perché due convogli, che normalmente percorrono la stessa linea in direzioni opposte rispettando una distanza di sicurezza, si siano trovati sullo stesso binario è, al momento, l’interrogativo centrale. Nessuna ipotesi viene esclusa: potrebbe essersi trattato di un errore umano nella gestione dei segnali, di un guasto tecnico ai sistemi di bordo, oppure di una mancata comunicazione tra le sale operative. Le immagini dei convogli distrutti, che hanno cominciato a circolare nelle prime ore successive all’incidente, mostrano l’impatto frontale nella sua evidenza fisica: le cabine di guida sono completamente divelte, i finestrini esplosi, e i vagoni accartocciati come fossero carta. Gli inquirenti stanno acquisendo i dati delle scatole nere – sempre che i mezzi ne fossero dotati – e ascoltando i sopravvissuti che non hanno riportato lesioni gravi.

Il trasporto dei feriti e la risposta dell’emergenza sanitaria

L’intera macchina dei soccorsi, attivata immediatamente dopo la chiamata alle 6.30, ha lavorato senza sosta per diverse ore. I diciassette feriti, si legge nei comunicati ufficiali diffusi dall’agenzia Ritzau, sono stati distribuiti tra gli ospedali della zona, con i quattro in condizioni critiche ricoverati nei reparti di terapia intensiva. I loro traumi, secondo fonti sanitarie non meglio specificate, sarebbero riconducibili principalmente a fratture multiple, traumi toracici ed emorragie interne, tutti esiti tipici di un impatto frontale in cui i corpi vengono sballottati con violenza all’interno degli scompartimenti. I restanti tredici feriti, invece, presenterebbero contusioni, ferite lacero-contuse e possibili traumi cranici lievi, per i quali è stata disposta una osservazione clinica di alcune ore. La polizia ha allestito un punto di raccolta per i familiari dei viaggiatori, invitandoli a non recarsi direttamente sul luogo del disastro per non intralciare le operazioni.

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