Referendum giustizia, il confronto si accende tra i banchetti e i dibattiti tecnici dei giuristi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mancano ormai meno di due settimane al voto per il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, fissato per il 22 e 23 marzo, e la campagna elettorale, al netto delle schermaglie politiche nazionali, si gioca soprattutto sul territorio, laddove cittadini, studiosi e addetti ai lavori cercano di districare la complessa matassa di un quesito che, va detto, modifica sette articoli della Carta fondamentale. In Calabria, ad esempio, il Partito Democratico di Maida ha allestito un banchetto informativo in piazzetta 4 Luglio, scegliendo la strada del contatto diretto con la gente per spiegare le ragioni del No, un'opposizione che il partito motiva con la convinzione che l’intervento normativo, anziché incidere sulla lentezza dei processi o sulla cronica carenza di organico, finirebbe piuttosto per alterare quell’equilibrio tra i poteri dello Stato che è pilastro dell’architettura repubblicana. Non è un caso, del resto, che analoghe iniziative di segno opposto stiano prendendo piede in tutta la Penisola, a dimostrazione di quanto il tema sia sentito: l’Udc, per esempio, rilancia le ragioni del Sì attraverso la voce dell’ex magistrato Luca Palamara, con il vicesegretario nazionale Chiarelli che sottolinea come l’appuntamento con le urne rappresenti un’occasione utile per operare una scelta consapevole su un nodo, quello del rapporto tra funzione requirente e funzione giudicante, che tocca le fondamenta dello Stato di diritto.

Parallelamente all’impegno dei partiti, che pure presidiano il territorio, emerge con forza il ruolo delle associazioni culturali e professionali nel tentativo di offrire alla cittadinanza strumenti di analisi che vadano oltre gli slogan. Emblematica, in questo senso, la serata organizzata dai Rotary Club di Massafra, Castellaneta, Manduria e Taranto Magna Grecia, che hanno riunito soci e numerosi studenti in un incontro dal Titolo “Posizioni a confronto - Esploriamo il referendum costituzionale con serietà e competenza”. Un dibattito tecnico, quello andato in scena al Best Western, che ha visto una sala gremita seguire con attenzione le argomentazioni, a dimostrazione di una domanda di approfondimento che proviene dalla società civile, la stessa che anima, seppur con finalità diverse, le conferenze dei giuristi. Sul versante accademico, inoltre, si segnala la partecipazione di Giorgio Grasso, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università degli Studi dell’Insubria, ospite della rubrica “La Materia del giorno”: studioso di diritto pubblico e direttore del Centro di ricerca su “Federalismo e autonomie locali”, Grasso, che dal novembre scorso è anche delegato della Rettrice al diritto allo studio, porta la sua competenza nel dibattito pubblico, confermando l’attenzione del mondo universitario verso una riforma che tocca nervi scoperti dell’ordinamento.

Se da un lato la dottrina si interroga sugli effetti sistemici della separazione delle carriere, dall’altro la cronaca restituisce l’immagine di uno scontro politico che si fa talvolta rovente, come dimostra il recente faccia a faccia televisivo tra il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e il pm Henry John Woodcock. Un confronto, quello andato in onda a Piazzapulita, che ha superato il milione e mezzo di visualizzazioni sui social, trasformandosi in un caso virale per la dialettica serrata tra il magistrato e il politico forzista, il quale, da sostenitore del Sì, ha riproposto il tema della contiguità culturale tra giudici e pubblici ministeri, formati dalla stessa scuola e appartenenti allo stesso organo di autogoverno. Una critica, questa, che trova risposte articolate in iniziative come quella promossa dal Rotary Club di Civitavecchia, dove l’Unione Italiana Forense e l’Avvocatura Indipendente si sono confrontate per analizzare i possibili effetti della riforma sull’amministrazione quotidiana della giustizia, cercando di andare al di là delle baruffe politiche per concentrarsi sulle ricadute pratiche per i professionisti del settore e per i cittadini.

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