Droni e sensori Nato, l’Italia guida la nuova sperimentazione nel Mediterraneo
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Redazione Esteri
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La sperimentazione di droni, sensori e mezzi senza pilota della Nato è stata avviata in Puglia con la guida dell’Italia nell’ambito della Task Force X - Central Mediterranean. L’attività si è svolta alla caserma “Floriani” di Torre Veneri, nel Leccese, con test dedicati ai droni militari di ultima generazione collegati con la sede Nato di Ankara. Per la prima volta un’attività di sperimentazione dell’Alleanza è guidata da un Paese alleato e coinvolge, oltre agli ambiti operativi tradizionali, anche l’ambiente sottomarino e lo spettro elettromagnetico.
L’iniziativa rappresenta un passaggio legato allo sviluppo tecnologico e all’innovazione nel settore della Difesa, con l’Italia chiamata a coordinare una struttura che sperimenta contemporaneamente capacità terrestri, aeree, marittime e cyber. La leadership italiana della Task Force X - Central Mediterranean viene indicata come un elemento distintivo nel panorama della guida diretta di un’attività Nato da parte di un singolo Paese alleato. Alle attività nel poligono salentino ha assistito anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, presente durante la fase di sperimentazione delle nuove tecnologie.
La sperimentazione Nato con droni e tecnologie avanzate in Puglia
La prova condotta a Torre Veneri riguarda l’impiego coordinato di sistemi senza pilota e strumenti tecnologici destinati a operare in diversi domini. La Task Force X - Central Mediterranean consente infatti di testare insieme capacità che riguardano il settore terrestre, quello aereo, quello marittimo e l’ambiente cyber, integrando anche la dimensione sottomarina e lo spettro elettromagnetico. L’obiettivo dell’attività è verificare il funzionamento delle nuove soluzioni tecnologiche all’interno di uno scenario operativo collegato alla sicurezza del Mediterraneo.
Secondo quanto illustrato nell’ambito dell’iniziativa, questa sperimentazione segna un momento rilevante per la Difesa italiana e per l’Alleanza Atlantica perché affida all’Italia la guida della Task Force X Central Mediterranean. Il ruolo assegnato al Paese si inserisce nel percorso di trasformazione e innovazione della Nato, con un’attenzione particolare alle nuove capacità tecnologiche e all’utilizzo di strumenti avanzati come droni e sensori per le attività operative.
Il ruolo dell’Italia nella sicurezza marittima del Mediterraneo
La guida italiana della Task Force X - Central Mediterranean si collega anche al tema della sicurezza marittima, considerata sempre più centrale per gli equilibri del Mediterraneo. L’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, capo di Stato maggiore della Marina Militare da nove mesi, ha sottolineato il ruolo che l’Italia può svolgere in questo settore, richiamando l’importanza della dimensione marittima per l’economia e la sicurezza.
Nel quadro delineato durante l’iniziativa, la Marina Militare è chiamata ad affrontare un contesto caratterizzato dal moltiplicarsi delle criticità e dalla necessità di sviluppare nuove capacità operative. La sperimentazione condotta in Puglia con il coinvolgimento della Nato e delle tecnologie senza pilota rappresenta quindi un’attività che unisce ricerca, innovazione e addestramento nei diversi ambienti operativi.
La partnership con le imprese locali e il coinvolgimento di diversi settori tecnologici accompagnano il percorso della Task Force X - Central Mediterranean, che vede l’Italia alla guida di una sperimentazione connessa alla trasformazione delle capacità dell’Alleanza Atlantica. I test sui droni di ultima generazione e sui sistemi integrati puntano a sviluppare strumenti utilizzabili nei diversi domini della sicurezza, dal mare allo spazio digitale.




