Autopsia a Gallarate per Gianluca Benedetti, sub morto alle Maldive
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Redazione Interno
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Sarà eseguita la prossima settimana all’obitorio dell’ospedale di Gallarate l’autopsia sul corpo di Gianluca Benedetti, 44 anni, di Padova, uno dei cinque sub italiani morti giovedì scorso durante un’immersione alle Maldive. Benedetti, operation manager dell’agenzia Albatros Top Boat di Verbania, aveva guidato l’immersione risultata fatale ai sub esperti. La salma è stata rimpatriata e composta all’obitorio di Gallarate, nosocomio di riferimento per i voli dall’aeroporto di Malpensa, in attesa degli accertamenti medico-legali.
Il recupero dei corpi e le condizioni dell’immersione
Tutti i corpi dei sub italiani sono stati recuperati nelle acque dell’atollo di Vaavu, a profondità di circa 60 metri. Secondo il capo del team finlandese, Sami Paakkarinen, intervenuto nelle operazioni di recupero, la grotta in cui sono avvenuti i fatti è enorme e impossibile da raggiungere per caso. Paakkarinen ha spiegato che, alle Maldive, la luce solare penetra fino a 100 metri, rendendo evidente l’ingresso della grotta già a 60 metri. La dinamica dell’incidente sembra quindi collegata a fattori diversi dall’errore di navigazione o orientamento superficiale.
Le condizioni dei sub e l’ipotesi del disorientamento
Le indagini preliminari indicano che i sub coinvolti utilizzavano bombole ad aria tradizionali, solitamente impiegate per immersioni ricreative, e non miscele come il nitrox, che permettono di prolungare i tempi in profondità senza rischi aggiuntivi. Questa scelta, unita alle caratteristiche della grotta e alla profondità dell’immersione, potrebbe aver contribuito al disorientamento dei sub, considerato attualmente l’ipotesi più probabile sulla tragedia. Restano ancora molte incognite sulle condizioni esatte in cui si sono trovati i sub al momento dell’incidente.
Il contesto operativo e le autorizzazioni mancanti
Benedetti, oltre a essere l’istruttore e guida dell’immersione, ricopriva il ruolo di operation manager dell’agenzia Albatros Top Boat. Il tour operator ha sottolineato come non fossero presenti tutti i permessi necessari per affrontare immersioni in grotta di tale complessità, un fattore che potrebbe aver inciso sull’esito dell’immersione. Le operazioni di recupero hanno richiesto l’intervento di squadre specializzate e la collaborazione internazionale, evidenziando la difficoltà e i rischi associati a immersioni in grotte marine a profondità elevate.




