La Roma supera il Celtic a Glasgow, ma l'arbitro Kovacs accende le polemiche con un rigore contestato

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In una serata dove il freddo di Glasgow si è mescolato alla tensione di una sfida europea cruciale, la Roma ha portato a casa una vittoria sofferta ma preziosa contro il Celtic. Il risultato, deciso da un autogol nella prima frazione, rischia però di essere messo in ombra da una decisione arbitrale che ha scatenato le proteste giallorosse. Allo scadere del primo tempo, infatti, l'arbitro rumeno István Kovács ha punito con il rigore un leggero contatto in area tra il difensore spagnolo Mario Hermoso e l'attaccante scozzese Engels. Un episodio, quello della trattenuta, che non è parso evidente a molti osservatori e che lo stesso calciatore del Celtic non è riuscito a sfruttare, sbagliando il penalty e centrando il palo. La designazione di Kovács, già alla guida della finale di Conference League vinta dalla Roma nel 2022, non aveva quindi portato fortuna ai suoi uomini in questa circostanza.

Le scelte di Gasperini e il peso del mercato

Sullo sfondo della partita, e ben prima del fischio d'inizio, si è mosso un altro tema caldo: il mercato di gennaio. Il direttore sportivo Frederic Massara, intervistato prima della gara, ha confermato la necessità di "forze fresche" per affrontare il fitto calendario, pur ammettendo che la sessione invernale è tradizionalmente "complicata". Tra i nomi che più insistentemente si accostano alla squadra della capitale c'è quello dell'attaccante Joshua Zirkzee, le cui caratteristiche complementari a quelle degli attaccanti già in rosa sono apprezzate dalla società. Una ricerca che sembra dettata anche dalle prestazioni non ancora convincenti di alcuni acquisti recenti, su tutti l'irlandese Evan Ferguson, il quale, arrivato a fine calciomercato estivo e ostacolato da alcuni infortuni, non ha ancora trovato la via della rete con la maglia giallorossa.

Pisilli e gli altri in cerca di riscatto

Proprio Ferguson è stato uno dei protagonisti delle scelte sorprendenti operate da Gian Piero Gasperini per la formazione titolare a Glasgow, trovando spazio dall'inizio insieme a Niccolò Pisilli, mentre Paulo Dybala è partito dalla panchina. Per il giovane centrocampista italiano, in particolare, questa è apparsa come un'occasione importante per dimostrare il proprio valore dopo aver collezionato finora pochi minuti. Pisilli, il cui futuro in maglia giallorossa è tutt'altro che certo, poteva approfittare delle assenze per la Coppa d'Africa e degli acciacchi di alcuni compagni per guadagnare terreno. Un'opportunità simile, seppur con pressioni diverse, è quella che attende Ferguson nei prossimi turni: con l'infortunato Dovbyk fuori fino a metà dicembre, l'irlandese rimane l'unica punta centrale disponibile e ha una manciata di partite per invertire una tendenza finora negativa e scongiurare un possibile ritorno in Premier League già a gennaio.

Una vittoria oltre il risultato

La vittoria in terra scozzese, quindi, va letta oltre il semplice punteggio. Per una squadra reduce da due sconfitte in campionato e bisognosa di ritrovare fiducia, il successo in Europa League rappresenta un punto di ripartenza fondamentale. Allo stesso tempo, il match ha offerto uno spaccato delle dinamiche che attraversano il club in questo periodo: dalla gestione arbitrale contestata, che riaccende periodicamente un dibattito mai sopito, alla sfida lanciata a quei giocatori chiamati a conquistarsi un posto in pianta stabile, fino alle ombre del mercato che iniziano già a proiettarsi sul futuro immediato della rosa. Elementi che, intrecciandosi sul campo del Celtic Park, hanno scritto un capitolo importante per la stagione della Roma.

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