Vigili del fuoco morti durante un'escursione, lunedì l'affidamento dell'incarico per le autopsie
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Redazione Interno
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L’incarico per gli accertamenti medico-legali sui corpi di Emanuele Capone e Nico Civitella, i due vigili del fuoco deceduti durante un’escursione nella forra di Pennapiedimonte, sarà affidato domani, lunedì 5 maggio. A occuparsene, come confermato dall’Agi, sarà il medico legale Pietro Falco, designato dal pm Giancarlo Ciani, titolare del fascicolo. Le operazioni, che rientrano nella fase degli esami irripetibili, sono attese per far luce sulle dinamiche della tragedia che ha colpito i due uomini, entrambi in servizio presso il comando provinciale di Chieti.
Il comandante nazionale dei vigili del fuoco, Eros Mannino, ha espresso il proprio cordoglio, sottolineando la vicinanza del corpo alle famiglie dei due colleghi. «Al termine delle complesse operazioni di soccorso», ha dichiarato, «concluse con il recupero dei corpi senza vita, esprimo la vicinanza del Coro nazionale ai familiari e ai colleghi di Chieti». Le sue parole, oltre a ribadire il dolore per la perdita, hanno evidenziato la riconoscenza per il servizio svolto da Capone e Civitella, la cui scomparsa ha scosso non solo l’ambiente professionale ma anche la cittadinanza.
Le ricerche, avviate dopo la segnalazione della loro assenza, si sono protratte per tre giorni in un’area impervia, quella della forra del fiume Avello, dove i due erano stati localizzati giovedì scorso. Solo sabato pomeriggio, grazie all’intervento di una squadra specializzata del Soccorso alpino e speleologico, è stato possibile recuperare le salme, trasportate attraverso un accesso laterale dopo essere state ancorate su barelle. Le difficoltà logistiche, legate alla morfologia del terreno, hanno reso l’operazione particolarmente complessa, richiedendo l’impiego di tecniche specifiche per garantire sia la sicurezza dei soccorritori sia il rispetto delle procedure.
Mentre la magistratura procede con le indagini per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi, resta alta l’attenzione sulle condizioni in cui si è verificato l’incidente. Le autopsie, il cui esito sarà determinante per chiarire le cause del decesso, potrebbero fornire elementi utili anche per valutare eventuali misure preventive in contesti analoghi. Intanto, la notizia ha riacceso il dibattito sui rischi connessi alle attività escursionistiche in zone impervie, sebbene al momento non vi siano indicazioni precise su possibili negligenze.




