Il vero nemico è solo la Cina
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Redazione Esteri
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Lo scontro televisivo tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump, con il vicepresidente Vance a fare da spalla, ha portato alla luce una verità che molti osservatori già sospettavano: l’attenzione di Trump e del suo team non è rivolta alla Russia, ma alla Cina, considerata il principale avversario da contrastare. Durante il confronto, Vance ha lanciato il suo attacco più duro, ricordando la visita di Zelensky in Pennsylvania, poco prima delle elezioni, in appoggio a Joe Biden. Un gesto che, secondo Trump, ha ulteriormente complicato i rapporti tra Washington e Kiev.
Mentre la tensione tra i due leader si è trasformata in un battibecco pubblico, i soldati della 92ª Brigata d’assalto ucraina hanno espresso il loro disappunto. “Molti politici non sanno nemmeno cosa sta succedendo qui”, ha dichiarato un militare soprannominato “Edo” all’Associated Press, sottolineando come simili conflitti verbali siano lontani dalla realtà del fronte. Per i soldati, la fine della guerra richiederebbe compromessi da entrambe le parti, ma il dialogo sembra essersi arenato in uno scambio di accuse e provocazioni.
L’incontro alla Casa Bianca, definito da alcuni come una “commedia dell’assurdo”, ha visto Trump ironizzare sulle “carte” che, a suo dire, Zelensky non avrebbe. Il presidente ucraino, da parte sua, ha ribadito la sua gratitudine verso gli Stati Uniti, ma ha anche chiarito di non dover scuse a nessuno. Il tono del confronto, lontano dalla diplomazia tradizionale, ha ricordato più una lite da strada che un dialogo tra capi di Stato. Si è parlato di terre rare, di pace, ma la questione centrale – il sostegno americano all’Ucraina – è rimasta sullo sfondo, lasciando spazio a un’atmosfera di tensione e incomprensione.
Intanto, l’Europa della NATO si è dimostrata pronta a fornire risorse economiche, armi e, probabilmente, truppe per sostenere Kiev. Una posizione che il Primo Ministro britannico Starmer ha abbracciato con decisione, riconoscendo l’importanza di un sostegno concreto all’Ucraina. Tuttavia, il vero nodo rimane la distanza tra Washington e Kiev, con Trump che sembra voler spostare l’attenzione strategica degli Stati Uniti verso la Cina, lasciando alla NATO il compito di gestire il conflitto in Europa orientale




