Rigassificatore Panigaglia e il giallo della Seajewel: due storie che scuotono la Liguria
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Redazione Interno
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Il rigassificatore di Panigaglia, situato nel golfo della Spezia, torna al centro del dibattito politico e ambientale. Il sindaco Pierluigi Peracchini, che guida anche la Provincia, si trova sotto pressione per chiarire la posizione dell’amministrazione riguardo al futuro dell’impianto. La recente proroga dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) fino al 2037, concessa a GNL Italia, ha riacceso le polemiche. Critiche arrivano da chi sostiene che, invece di pianificarne la dismissione, si stia puntando a espandere i servizi, con progetti che includono il transito di traghetti per autocisterne e bettoline dirette verso la Sardegna. Una scelta che, secondo alcuni, rischia di compromettere ulteriormente l’equilibrio del golfo, già sottoposto a forti pressioni logistiche e ambientali.
Intanto, a Savona, un altro caso sta attirando l’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica. La petroliera maltese Seajewel, ormeggiata nel porto di Vado Ligure, è stata protagonista di un inquietante episodio nella notte tra il 14 e il 15 dicembre. Due esplosioni hanno squarciato la fiancata della nave sotto la linea di galleggiamento, causando l’ingresso di acqua nelle paratie. L’equipaggio, fortunatamente illeso, è stato svegliato dal boato, ma le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi. L’episodio, inizialmente gestito dalla Procura di Savona, è stato trasferito alla Procura di Genova, che ora indaga per naufragio aggravato da terrorismo. Il procuratore Ubaldo Pelosi ha consegnato il fascicolo ai colleghi genovesi, aprendo la strada a un’inchiesta che potrebbe rivelare collegamenti con altri recenti incidenti marittimi.
Proprio questi collegamenti stanno alimentando teorie e ipotesi. Sulle piattaforme social, in particolare su X (ex Twitter), sono emerse analogie tra l’esplosione della Seajewel e altri due casi: quello della Ursa Major, avvenuto il 23 dicembre, e quello della petroliera Koala, pochi giorni fa. A insospettire osservatori e esperti è la ripetizione di uno schema apparentemente simile, che ha portato alcuni a ipotizzare un possibile attacco coordinato, simile a quanto accaduto con il gasdotto Nord Stream 2. Sebbene non vi siano prove concrete per sostenere questa tesi, la somiglianza tra gli episodi ha spinto le autorità a non sottovalutare alcuna pista.
Il ritardo con cui i media nazionali hanno dato risalto alla vicenda della Seajewel ha sollevato ulteriori interrogativi. A cinque giorni dall’accaduto, solo ora si inizia a parlare di un episodio che, per la sua gravità e le possibili implicazioni, avrebbe meritato un’attenzione immediata. Le esplosioni, avvenute a poche centinaia di metri dal porto di Vado Ligure, hanno lasciato segni evidenti sulla nave, ma anche un alone di mistero che le indagini dovranno chiarire. Intanto, la Procura di Genova sta lavorando per ricostruire la dinamica dei fatti, valutando ogni ipotesi, compresa quella di un atto terroristico.




