Demi Vollering domina i campionati europei di ciclismo, Longo Borghini fuori dal podio
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Redazione Sport
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Demi Vollering ha firmato una prestazione di assoluto dominio nella prova in linea femminile degli Europei di ciclismo, disputatasi su un tracciato particolarmente insidioso tra Privas e Valence, nel cuore della regione francese dell’Auvergne-Rhône-Alpes. L’olandese, la cui superiorità è apparsa netta sin dalle fasi cruciali della competizione, ha concluso i suoi 116,1 chilometri di gara in solitaria, staccando di oltre un minuto le dirette inseguitrici e consegnando alla cronaca un’affermazione che, per come si è delineata, non ha lasciato spazio a repliche. Il percorso, che con i suoi 1570 metri di dislivello è stato concepito per premiare le qualità delle scalatrici più resistenti, ha trovato in lei un’interpretazione perfetta, mentre altre pretendenti al titolo, fra le quali l’italiana Elisa Longo Borghini, hanno dovuto arrendersi a un rendimento insufficiente per competere per i massimi allori.
Il momento decisivo della corsa
La corsa, che si è sviluppata attraverso i suggestivi ma estenuanti dipartimenti della Drôme e dell’Ardèche, ha impiegato le atlete in un continuo susseguirsi di asperità, con il circuito di Guilherand-Granges e le sue salite ripetute a fare da setaccio per selezionare il gruppo. Proprio in questo tratto, dove le pendenze di Monté de Costebelle e Val d’Enfer hanno messo a dura prova muscoli e nervi, la Vollering ha impresso la sua accelerazione decisiva, staccando tutte le rivali e avviando quel solitario che l’avrebbe condotta al traguardo. Alle sue spalle, è riuscita a piazzarsi la polacca Kasia Niewiadoma, la quale ha agguantato la medaglia d’argento, mentre il bronzo è andato a un’altra rappresentante dei Paesi Bassi, Anna van der Breggen, giunta al termine con un distacco di un minuto e ventiquattro secondi dalla connazionale.
La delusione italiana
Per la formazione italiana, la giornata ha riservato un esito deludente, con Elisa Longo Borghini che ha chiuso la sua fatica in decima posizione, oltre quattro minuti dietro la vincitrice. Un piazzamento che certamente non corrisponde alle attese per una corridora del suo calibro, la quale, pur lottando con caratteristica determinazione, non è riuscita a inserirsi tra le protagoniste della lotta per le medaglie. L’assenza dell’Italia dal podio di una gara continentale così prestigiosa costituisce un elemento di riflessione, in un contesto dove le atlete in maglia azzurra, fatta eccezione per le recenti affermazioni nelle categorie giovanili, faticano a ritrovare quella continuità di risultati che caratterizza invece altre nazioni.
Il ciclismo femminile è sempre più globale
Il quadro d’insieme della competizione, oltre a consacrare il ciclismo femminile olandese come una potenza incontrastata in queste fasi di gara, ha messo in luce come il livello della specialità si sia ormai globalmente innalzato, con numerose atlete in grado di contendersi le posizioni di vertice. Delle prime dieci classificate, ben sette provengono da nazioni differenti, a testimonianza di un movimento che sta crescendo in maniera diffusa e competitiva. La Vollering, con questo successo, aggiunge un titolo europeo a un palmarès già ricco, confermandosi atleta di riferimento per tutte le corse a tappe più impegnative, dove la sua capacità di gestione della fatica e le sue doti di scalatrice la rendono una avversaria pressoché inavvicinabile.




