Gp Canada, Russell chiama l’antidoto per rispondere ad Antonelli

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è bastato il mese di pausa trascorso dalla tappa di Miami, né la consapevolezza – amara per un pilota del suo calibro – di aver ceduto il passo al compagno di squadra in quella che, sulla carta, doveva essere una delle sue migliori chance di stagione. George Russell, a Montréal per il Gran Premio del Canada 2026, si prepara a rispondere nel modo più classico: in pista, lì dove l’asfalto del circuito del Québeck, con le sue curve lente e le asperità tipiche dell’isola artificiale di Notre Dame, potrebbe trasformarsi in un giudice imparziale. Il britannico, reduce da un weekend in Florida dove la sua W17 è sembrata quasi un’estensione del di Andrea Kimi Antonelli, si trova ora a dover inseguire l’italiano in classifica piloti. Venti i punti che separano i due fanti della Mercedes, un margine che Russell, nei suoi interventi a margine del fine settimana canadese, non ha però mostrato di temere: le sue parole hanno lasciato trasparire la freddezza di chi conosce la lunghezza di un campionato.

Le insidie di Montréal e il fattore aggiornamenti

Oscar Piastri, nel frattempo, ha gettato un sasso nello stagno. L’australiano della McLaren, terzo a Miami alle spalle del compagno Norris e del trionfatore Antonelli, ha ricordato come il rendimento del fine settimana canadese dipenderà in larga misura dagli aggiornamenti che Mercedes deciderà di portare in pista. Una dichiarazione, la sua, che pesa come un’ammissione implicita: la W17, almeno finora, ha viaggiato su un piano di vantaggio costante in aree cruciali come la potenza del motore, la stabilità del posteriore in trazione e l’efficienza nei lunghi rettilinei, tutte qualità che a Montréal, circuito tradizionalmente amico delle frecce d’argento, dovrebbero fare la differenza. Eppure, proprio mentre Russell cerca il riscatto, la sua stessa scuderia si trova a dover gestire un’evidenza: a Miami, McLaren, Ferrari e Red Bull hanno introdotto pacchetti di sviluppo importanti, e nel caso della vettura papaya l’intervento è stato tanto massiccio da ridurre – se non addirittura azzerare – quel distacco che all’inizio dell’anno sembrava incolmabile.

La mossa della McLaren e l’ala anteriore attesa in Canada

La squadra di Woking, va detto, non si è fermata ai miglioramenti già visti in Florida. In quel frangente l’MCL40 era stata rivoluzionata quasi per intero, con un unico, vistoso, elemento lasciato intenzionalmente da parte: l’ala anteriore. I tecnici guidati da Andrea Stella avevano anticipato che l’evoluzione della vettura sarebbe stata completata entro maggio, e il piano è stato rispettato con precisione cronometrica: la nuova ala, quella che mancava, arriva proprio qui in Canada, a completare un quadro di aggiornamenti suddiviso intenzionalmente su due Gran Premi. Un dettaglio tecnico, questo, che potrebbe rivelarsi decisivo per le ambizioni della McLaren in questo quinto appuntamento del mondiale 2026, e che di fatto riaccende la sfida nella sfida: da un lato Russell che cerca di ristabilire una gerarchia interna alla Mercedes, dall’altro una McLaren in piena ebollizione tecnica che non sembra avere alcuna intenzione di accontentarsi del terzo posto.

La Mercedes risponde con novità tecniche per la W17

La risposta della casa di Brackley, prevedibilmente, non si è fatta attendere. Per il GP del Canada la Mercedes ha allestito una nuova ala anteriore e un fondo rivisto della W17, soluzioni che James Allison e i suoi uomini hanno sviluppato per preservare quei punti di forza – l’incisività in frenata su tutti – che finora hanno tenuto la vettura davanti alla concorrenza. Il duello con Antonelli, in questo quadro, assume contorni quasi paradossali: l’italiano guida la classifica e arriva a Montréal forte del successo di Miami, ma Russell ha dalla sua l’esperienza e la consapevolezza che una pista come quella canadese, dove l’aderenza è bassa e il muro ti aspetta a pochi centimetri, sa restituire un verdetto spietato. I venti punti di distacco, per ora, sono solo un numero.

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