La Fiamma Olimpica accende il sud, tra passaggio storico e simboli industriali
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Redazione Sport
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Mentre il nuovo anno si avvicina, un rituale ancestrale procede lungo la penisola, annunciando l’appuntamento con i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. La Fiamma, accesa a Olimpia alla fine di novembre e giunta a Roma nei primi giorni di dicembre, sta ora compiendo quel viaggio capillare che, attraverso trecento località, disegna una mappa ideale del Paese, toccando anche quei territori lontani dai futuri impianti sportivi. Non si tratta, infatti, di una semplice staffetta, ma di un'operazione dal forte valore identitario e simbolico, che intreccia, in un percorso di dodicimila chilometri, paesaggi urbani e naturali, centri minori e grandi città, siti culturali e realtà produttive, coinvolgendo, nel suo insieme, diecimila tedofori.
L'arrivo nella città dei due mari
Proprio in questo solco si inserisce la tappa programmata per il 29 dicembre a Taranto, quando, intorno alle 17.30, il simbolo olimpico farà il suo ingresso in piazza Castello, di fronte al maestoso Castello Aragonese. Da lì, il tedoforo di turno porterà la torcia all’interno della fortezza, percorrendone la banchina per poi uscire da Discesa Vasto e immettersi finalmente sul Ponte Girevole, in un passaggio carico di significati per una città sospesa tra il suo glorioso passato e un presente complesso. Un momento di festa e di condivisione che trasformerà, seppur per poche ore, gli spazi simbolo di Taranto in un palcoscenico dei valori universali dello sport.
I tedofori dello sport a motore
Tra le migliaia di persone che stanno avendo l’onore di reggere la torcia, spiccano nomi noti del mondo sportivo, sebbene di discipline diverse da quelle olimpiche invernali. È il caso dei piloti Ducati Off-Road Alessandro Lupino, pluricampione italiano di motocross, e Antonio Cairoli, che si sono avvicendati in una fase iniziale del percorso. A Lupino, in particolare, è toccato il compito di dare il via alla lunga staffetta uscendo dal palazzo del CONI a Roma con la fiamma accesa, un gesto che ha idealmente dato il la a un viaggio che, nove giorni dopo, ha già raggiunto le estremità della Sicilia.
Il percorso siciliano e il passaggio nelle raffinerie
L’isola, infatti, è stata una delle prime regioni a essere interessata dal transito del fuoco olimpico, che ha toccato Palermo e poi, scendendo lungo la costa, ha fatto tappa in centri come Gela e Ragusa. A Gela, l’evento ha assunto connotati particolari, legandosi esplicitamente al mondo dell’industria energetica, di cui Eni, Premium Partner dei Giochi, è protagonista. La torcia è stata accolta davanti alla Bioraffineria dalla dirigenza dell’azienda e dalle autorità locali, in una cerimonia che ha visto tra i tedofori l'atleta Salvo Bianca e ha coinvolto una folla di cittadini, bambini e adulti. Poco dopo, la Fiamma ha raggiunto Ragusa, città patrimonio UNESCO inserita nel tracciato tra Agrigento e Siracusa, confermando come l’itinerario sia stato concepito anche come una straordinaria occasione per valorizzare le bellezze storico-artistiche della nazione, illuminando luoghi di straordinaria unicità.




