Sondaggi, FdI stabile al 26,4% e Pd sotto il 20%: Vannacci vola all'8,8%

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A poco meno di un anno dalla scadenza naturale della legislatura, il quadro politico italiano continua a mostrare segnali di profondo rimescolamento all'interno delle due principali coalizioni.

L'ultima rilevazione dell'istituto Ipsos, firmata da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, scatta una fotografia nitida delle intenzioni di voto: Fratelli d'Italia si conferma la prima forza politica del Paese con il 26,4%, un dato sostanzialmente stabile, mentre il Partito Democratico scivola per la prima volta sotto la soglia psicologica del 20%, fermandosi al 19,5% con una contrazione di 0,6 punti percentuali. Il centrodestra tradizionale, nel suo complesso, arretra, ma il sorpasso interno di Futuro Nazionale ridisegna gli equilibri dell'area.

Il centrodestra e l'effetto Vannacci

La vera novità del sondaggio non risiede nella tenuta di Fratelli d'Italia, quanto piuttosto nella crescita impetuosa della formazione fondata da Roberto Vannacci lo scorso febbraio. Futuro Nazionale guadagna 1,7 punti in due mesi e si attesta all'8,8%, superando nettamente sia la Lega di Matteo Salvini, scivolata al 4,7% (-0,4%), sia Forza Italia di Antonio Tajani, che flette al 7,3% (-1,0%).

Il partito dell'ex generale, che alle elezioni europee del 2024 aveva raccolto oltre 500mila voti personali nella lista della Lega, sta erodendo consensi soprattutto ai danni del Carroccio, ma in misura crescente anche a Fratelli d'Italia. La rilevazione SWG per il Tg La7, condotta tra il 16 e il 21 settembre su un campione di 1.200 soggetti maggiorenni, conferma questa tendenza collocando Futuro Nazionale all'8% netto, quarto partito del panorama nazionale alle spalle di FdI, Pd e Movimento 5 Stelle.

Il Pd e le difficoltà del campo progressista

Il Partito Democratico di Elly Schlein paga un arretramento che lo riporta ai livelli delle elezioni politiche del 2022, quando alla Camera raccolse il 19,1%. La soglia del 20% rappresenta un confine simbolico che i democratici non valicavano da mesi e il calo di 0,6 punti su base bimestrale segnala una difficoltà di tenuta che si riflette sull'intero campo progressista. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, nelle rilevazioni SWG, guadagna invece due decimali e si attesta al 12,8%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra rimane stabile al 6,3%.

Il quadro delle opposizioni appare frammentato: Azione di Carlo Calenda si ferma al 3%, Italia Viva di Matteo Renzi al 2,1%, mentre +Europa sale al 2,1% (+0,7%).

I numeri delle coalizioni e l'incognita dei seggi

La vera partita, in vista delle politiche del 2027, si gioca sul terreno delle coalizioni. Secondo le simulazioni elaborate da Pagnoncelli, il centrodestra tradizionale senza Vannacci si fermerebbe al 38,7%, in calo di oltre un punto rispetto alla somma aritmetica dei singoli partiti, mentre il campo progressista allargato a renziani e +Europa raggiungerebbe il 43,9%. L'inclusione di Futuro Nazionale nello schieramento di governo cambierebbe parzialmente lo scenario: il centrodestra allargato salirebbe al 45,7%, contro il 45,2% dell'alleanza progressista.

Si tratterebbe di un vantaggio risicato che, come sottolinea lo stesso Pagnoncelli, non garantirebbe la vittoria vista la stretta vicinanza delle due coalizioni. Con la nuova legge elettorale, il premio di maggioranza assegnerebbe 222 seggi alla Camera e 110 al Senato al centrodestra allargato, contro 154 deputati e 76 senatori del campo progressista, ma il margine resta talmente esiguo da rendere ogni previsione quantomai incerta.

Il gradimento dei leader e l'umore degli elettori

Sul fronte della popolarità personale, l'indice di gradimento dell'esecutivo scende da 42 a 40, mentre quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni passa dal 42 al 41, in un contesto di sostanziale tenuta. Il dato più significativo riguarda però proprio Vannacci: nonostante la crescita costante del suo partito, il gradimento personale dell'ex generale arretra dal 21 al 19%, un segnale che il consenso per Futuro Nazionale si nutra più di un voto di protesta e di collocazione identitaria che di un'apprezzamento personale del leader.

La quota dei non votanti rimane elevata, attestandosi intorno al 28% nelle rilevazioni SWG, un bacino a cui Vannacci attinge in misura rilevante: oltre un terzo dei suoi sostenitori, secondo le analisi di Pagnoncelli, proviene da chi si era astenuto alle ultime elezioni europee.

Il nodo delle alleanze e il futuro della coalizione

Il dilemma che attraversa il centrodestra riguarda la collocazione futura di Futuro Nazionale. Dentro Fratelli d'Italia, secondo quanto filtra da fonti di partito, si valuta con attenzione l'ipotesi di un accordo in vista del voto, considerato da alcuni quasi inevitabile per garantire la vittoria alla coalizione. La Lega, dal canto suo, vive un momento di profondo malessere: il sorpasso subito nelle urne virtuali dei sondaggi e la prospettiva di un'alleanza con i vannacciani, promossa da FdI, vengono considerate condizioni potenzialmente destabilizzanti per la tenuta della coalizione stessa.

Forza Italia, dal canto suo, ha espresso apertamente il proprio disagio verso le posizioni dell'ex generale, definendo impossibile valutare un accordo sulla base degli argomenti adoperati da Futuro Nazionale.

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