Martina Oppelli è morta in Svizzera: "Fate una legge sensata"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Martina Oppelli, 51 anni, affetta da sclerosi multipla da oltre due decenni, ha scelto di porre fine alle sue sofferenze ricorrendo al suicidio assistito in Svizzera, dopo che per due anni l’Italia le aveva negato quel diritto. La sua battaglia, portata avanti con l’Associazione Luca Coscioni e sostenuta dagli attivisti di Soccorso Civile, si è conclusa questa mattina in un centro specializzato alle porte di Zurigo, dove si è somministrata il farmaco letale. Ad accompagnarla, Claudio Stellari e Matteo D’Angelo, volontari dell’organizzazione guidata da Marco Cappato.

"Se l’Italia continuerà a negarmi il diritto di mettere fine al mio calvario, sarò costretta ad andare in Svizzera", aveva dichiarato mesi fa. E così è stato. La sua richiesta all’Azienda sanitaria universitaria giuliano-isontina (Asugi) di accedere al suicidio medicalmente assistito era stata respinta per tre volte, nonostante la malattia degenerativa che la costringeva a una vita di dolore insopportabile. In un video-messaggio lasciato prima di morire, Martina ha rinnovato il suo appello alle istituzioni: "Gentili parlamentari e concittadini tutti, non so se vi ricordate di me. Più di un anno fa chiesi una legge che regolasse il fine vita in modo dignitoso, per tutti".

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