Afragola, la morte di Martina: "Colpita più volte, agonizzò a lungo"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa in un casolare abbandonato ad Afragola lo scorso 26 maggio, avrebbe vissuto interminabili minuti di agonia prima di spegnersi. A rivelarlo è l’ordinanza del gip del Tribunale di Napoli Nord, Stefania Amodeo, che ha confermato il fermo e disposto il carcere per Alessio Tucci, l’ex fidanzato diciannovenne accusato di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. Secondo quanto ricostruito, la ragazza sarebbe stata colpita alla testa almeno cinque volte con un sasso, mentre Tucci – definito dal giudice "incapace di controllare i propri impulsi" – avrebbe agito con "crudeltà", lasciandola poi morire senza soccorso.

Intanto, un video diffuso da un tiktoker locale ha scatenato polemiche, mostrando la madre di Martina mentre, in un momento di apparente normalità, assiste alla preparazione di un hot dog. "Lo prendeva sempre così", avrebbe detto la donna, riferendosi all’abitudine della figlia. Un gesto che alcuni hanno interpretato come un tributo spontaneo, mentre altri – tra cui l’avvocato di Fiorenza Cossentino, legale della famiglia – lo hanno bollato come un’indebita strumentalizzazione. "Ha approfittato di un momento di fragilità", l’accusa.

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