Migliaia di persone ai funerali di Martina Carbonaro, la 14enne vittima di femminicidio ad Afragola
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Redazione Interno
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Nella basilica di Sant’Antonio ad Afragola, gremita in ogni suo angolo, si è celebrato l’ultimo saluto a Martina Carbonaro, la ragazza di 14 anni uccisa dall’ex fidanzato Alessio Tucci, 18enne. Migliaia di persone, accorse per rendere omaggio alla giovane vittima, hanno riempito non solo la chiesa ma anche le strade circostanti, trasformando il rito funebre in un momento di dolore collettivo e di rabbia. Tra gli applausi che hanno accompagnato l’ingresso e l’uscita della bara, si sono levate grida di "giustizia", mentre palloncini colorati, lasciati volare in cielo, simboleggiavano una vita spezzata troppo presto.
L’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, durante l’omelia ha usato parole nette contro la violenza di genere, denunciando senza mezzi termini le giustificazioni spesso avanzate per chi commette femminicidi. "Oggi, accanto al dolore, sento il dovere di dire: basta. Basta parole deboli, basta giustificazioni", ha affermato, aggiungendo che Martina è morta "per un’idea malata dell’amore", per mano di chi "non ha saputo reggere un rifiuto, un limite, una libertà". Le sue parole hanno risuonato in una piazza che, tra silenzi carichi di emozione e momenti di commozione, sembrava chiedere a gran voce un cambiamento.
Lo zio della ragazza, visibilmente provato, ha espresso tutta la sua rabbia, mentre la folla, composta non solo da amici e parenti ma anche da cittadini sconosciuti, mostrava un raro senso di unità di fronte a una tragedia che ha scosso l’intera comunità. Le immagini della cerimonia, diffuse anche online, ritraevano un addogo carico di simboli: dai fiori deposti accanto al feretro ai volti rigati di lacrime di chi, pur non avendola mai conosciuta, ha sentito il bisogno di esserci.




