Afragola, il dolore del padre di Martina: "L'assassino è peggio di Satana"
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Redazione Interno
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Ad Afragola, nella cintura nord di Napoli, il ricordo dell'omicidio di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa lo scorso maggio, torna a lacerare una ferita mai rimarginata. Il padre della giovane vittima, con una voce che tradisce un dolore ancora vivido, ha definito colui che ha spezzato la vita della figlia «un mostro, un assassino, peggio di satana», sottolineando come, con il passare del tempo, la sua sofferenza non faccia che acuirsi. In un periodo, come quello dell’inizio della scuola, carico di aspettative e normalità, per la famiglia di Martina c’è solo l’amarezza di un futuro negato da quella che viene descritta senza mezzi termini come una tragedia.
A turbare ulteriormente il già complesso quadro del lutto, si è aggiunta in questi giorni la notizia di una festa tenutasi presso l’abitazione della famiglia di Alessio Tucci, il diciottenne attualmente in custodia cautelare, accusato dell’omicidio della ex fidanzata. L’evento, organizzato per celebrare la prima comunione di una sorella minore del giovane, è stato caratterizzato da vistosi addobbi e palloncini colorati all’esterno del portone di casa, immagini prontamente diffuse attraverso i social network.
Quelle fotografie, divenute rapidamente un caso mediatico, hanno scatenato la riprovazione generale e la profonda indignazione dei parenti della vittima, i quali vi hanno ravvisato una mancanza di sensibilità e di rispetto inaccettabile. La madre di Martina ha portato la vicenda all’attenzione del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Borrelli, il quale ha parlato di un gesto «inopportuno» e privo di qualsiasi riguardo verso una famiglia già stremata da una perdita così crudele.




