Il calendario delle amministrative è ufficiale: si vota il 24 e 25 maggio, ballottaggi il 7 e 8 giugno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha messo nero su bianco le date che scandiranno la prossima tornata elettorale locale. Oltre seicentoventi Comuni delle regioni a statuto ordinario, e tra questi quindici capoluoghi di provincia, sono chiamati al rinnovo dei rispettivi consigli comunali e della carica di sindaco. L’appuntamento con il primo turno è fissato per domenica 24 e lunedì 25 maggio, mentre l’eventuale turno di ballottaggio, necessario laddove nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta dei consensi, si terrà domenica 7 e lunedì 8 giugno.

Il panorama dei centri interessati dal voto, come si apprende da una panoramica a livello nazionale, è piuttosto variegato e spazia dai piccoli borghi ai municipi di medie e grandi dimensioni. In Piemonte, per esempio, i Comuni che si preparano ad accogliere gli elettori sono settantanove, e tra questi spicca Moncalieri, comune dell’hinterland torinese che supera i cinquantamila residenti -3. Lo scenario si ripete con caratteristiche simili in Lombardia, dove nel Mantovano si voterà in sei realtà, incluso il capoluogo Mantova, oppure in provincia di Pavia, dove oltre centomila cittadini sono chiamati ad esprimere la loro preferenza in undici municipalità tra cui Vigevano, Voghera e Mortara -2-7.

I capoluoghi e le situazioni politiche più rilevanti

L’attenzione, come sempre in queste circostanze, si concentra sui capoluoghi di provincia. Saranno quindici in totale, distribuiti lungo tutta la penisola, a dover scegliere il nuovo primo cittadino. Si va da Venezia, attualmente guidata da Luigi Brugnaro, a Reggio Calabria con il sindaco uscente Domenico Battaglia; e ancora Lecco, Mantova, e poi giù fino a Crotone e ai due capoluoghi campani, Avellino e Salerno. In Toscana, la tornata elettorale assume un rilievo particolare perché riguarda tre capoluoghi: Arezzo, Pistoia e Prato, tutti amministrati da commissari o da sindaci subentrati a seguito di dimissioni o elezioni regionali, il che rende il quadro politico regionale più aperto del solito e privo di contendenti uscenti forti.

In Veneto, specificatamente nel Vicentino, il voto amministrativo riguarda comuni come Arzignano, che supera i venticinquemila abitanti, e Arcugnano. In questi due centri, in particolare, si voterà per cause diverse dalle naturali scadenze di mandato: ad Arzignano l'amministrazione è decaduta a seguito dell'elezione del sindaco Alessia Bevilacqua in Consiglio regionale, mentre ad Arcugnano si è conclusa anticipatamente l'esperienza della giunta guidata dal sindaco Carollo -5.

La Campania e la tornata elettorale nei centri minori

In Campania, il numero di Comuni interessati dalla consultazione è particolarmente elevato. Ai due capoluoghi di provincia, Avellino e Salerno, si aggiungono infatti ventisette municipalità con popolazione superiore ai quindicimila abitanti, che quindi potrebbero arrivare al ballottaggio. Nel Napoletano, l'elenco è nutrito e comprende centri come Afragola, Casalnuovo, Ercolano, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, Sorrento e Terzigno, solo per citarne alcuni. Non mancano, in regione, località di grande richiamo turistico sotto i quindicimila abitanti come Amalfi, Positano, Massa Lubrense e Procida, che andranno comunque al voto, seppur con meccanismi elettorali diversi che solitamente premiano il candidato più votato in un turno unico, salvo casi di parità.

La macchina organizzativa, nei vari Comuni interessati, è già in moto per gestire le operazioni di voto. Per i cittadini sarà necessario ricordarsi di portare con sé, oltre a un valido documento di riconoscimento, la tessera elettorale. Chi l’avesse smarrita o avesse esaurito gli spazi per la certificazione del voto, potrà rivolgersi all’ufficio elettorale del proprio comune, che resterà aperto anche nei giorni delle votazioni per il rilascio immediato e gratuito del duplicato -1.

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