Marracash e Guè raddoppiano a Milano: due notti all’ippodromo per i dieci anni di Santeria

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sono passati dieci anni da quando “Santeria” – l’album che portava la firma di Marracash e Guè – cambiò le coordinate del rap italiano, e oggi, in un panorama musicale che sembra aver smarrito la propria bussola, l’annuncio del ritorno sul palco della celebre coppia assume i contorni di un evento quasi epocale. A celebrare quel decennale non sarà una singola data, come inizialmente ipotizzato, ma un doppio appuntamento all’Ippodromo Snai San Siro di Milano: il 12 e il 13 settembre 2026, due serate consecutive per contenere quella che si preannuncia come una delle richieste più imponenti della prossima stagione live. Fabio Bartolo Rizzo e Cosimo Fini, questi i nomi all’anagrafe dei due artisti, tornano così a condividere lo stesso palco a distanza di anni dalle ultime collaborazioni dal vivo, riattivando un sodalizio artistico che, per molti versi, ha ridefinito il suono urbano del paese.

Dieci anni dopo, la nostalgia come motore

Che quest’anno sia segnato da un profondo senso di ritorno al passato – con saghe che si ripetono, accoppiate storiche che si riformano e rapper che rispolverano vecchie formule – non è certo un caso isolato, ma forse il sintomo di un momento di stasi per il genere. Dieci anni fa era la trap a irrompere nel mainstream; qualche anno più tardi sarebbe toccato all’ondata drill; oggi, in una scena che fatica a individuare una nuova direzione, il richiamo a ciò che fu diventa quasi una necessità. In questo contesto, l’operazione di Marracash e Guè assume un valore che va oltre la semplice ricorrenza: è il recupero di un’estetica e di un’energia, quelle di “Santeria” appunto, che seppero coniugare passato e futuro in un equilibrio mai più replicato con la stessa efficacia.

Un album che ha cambiato le regole

A dare sostanza a questa attesa è la natura stessa del progetto che i due si apprestano a rivivere. “Santeria”, uscito il 24 giugno 2016 per Sony, non fu soltanto un disco di collaborazione: fu un manifesto, un’opera capace di mescolare le strade solitarie dei due artisti in un immaginario comune. Nella tracklist figurano brani che hanno segnato un’epoca, dai singoli “Nulla accade” e “Ninja” fino alle hit “Insta Lova” e “Scooteroni” – quest’ultima destinata a conquistare una nuova vita nella versione remix con Sfera Ebbasta, spia di una capacità di intercettare il contemporaneo senza tradire la propria identità. Dieci anni dopo, quelle tracce tornano al centro di uno show costruito interamente attorno al repertorio condiviso, un’occasione per restituire al pubblico la potenza di un sodalizio che ha lasciato il segno.

Due concerti per un evento già sold out nell’immaginario

L’annuncio del raddoppio della data – con il secondo concerto fissato per domenica 13 settembre a integrazione di quello già previsto per sabato 12 – è arrivato a poca distanza dalla prima comunicazione ufficiale, segnale evidente di una pressione da parte del pubblico che gli organizzatori hanno scelto di assecondare. I biglietti per entrambe le serate saranno disponibili a partire dalle ore 14.00 di martedì 24 marzo su Ticketone, ma già il solo annuncio ha riacceso i riflettori su una delle coppie più iconiche del rap italiano. L’Ippodromo Snai di San Siro, location che ospiterà l’evento, diventa così il teatro di una reunion attesa da anni, quella di due artisti che, pur avendo proseguito carriere soliste di grande successo, sanno bene quanto il loro percorso incrociato rappresenti un capitolo a sé nella storia della musica urban nazionale.

Un live che attraversa vent’anni di carriera

Sul palco, però, non ci saranno soltanto i brani di “Santeria”. Marracash e Guè porteranno con sé l’intero arco della loro collaborazione, che abbraccia oltre vent’anni di carriera: un repertorio che attinge a epoche diverse, dalle prime incursioni nelle rispettive discografie fino ai lavori più recenti, passando per quelle hit che hanno punteggiato il percorso di due figure centrali per la scena. L’idea di fondo, a quanto trapela, è quella di costruire uno spettacolo che non si limiti a celebrare un anniversario, ma che ricostruisca il filo rosso di un’intesa artistica rara, fatta di stili complementari e di una capacità di rinnovarsi senza mai perdere di vista le proprie radici. Per il pubblico, quello che si profila è un’occasione irripetibile: rivedere sul medesimo palco due interpreti che, ognuno a suo modo, hanno contribuito a rendere il rap italiano quello che è oggi, restituendo energia a un genere che, nell’attesa di scoprire quale sarà il suo prossimo passo, si concede volentieri il lusso di guardarsi indietro.

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