Tagli Volkswagen: i modelli a rischio nel piano di riduzione della gamma
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Redazione Economia
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I tagli Volkswagen entreranno nel piano di riorganizzazione del Gruppo con una riduzione significativa dei modelli disponibili e delle varianti di prodotto entro il 2030. La strategia presentata per il futuro del gruppo tedesco punta a diminuire la complessità dell’offerta, concentrandosi sui segmenti di mercato più redditizi e riducendo fino al 50% le varianti attualmente presenti. Oggi la gamma complessiva comprende circa 150 modelli disponibili nelle concessionarie, un numero che secondo il piano dovrà essere ridimensionato per migliorare la competitività e contenere i costi.
Il piano Volkswagen prevede meno modelli e un’offerta più semplice
La revisione della gamma rappresenta uno degli elementi centrali della strategia annunciata dal Gruppo Volkswagen per tornare a generare profitti dopo il calo registrato negli ultimi anni. L’obiettivo indicato dal gruppo è ridurre fino al 50% il numero dei modelli e tagliare fino al 75% la complessità dell’offerta entro il 2030. La scelta riguarda quindi non soltanto la quantità di vetture disponibili, ma anche il numero di configurazioni e varianti che rendono più articolata la proposta commerciale.
Tra i modelli più esposti ai possibili tagli viene indicata la Volkswagen ID.5, che potrebbe risentire della forte vicinanza tecnica e commerciale con la ID.4. La sovrapposizione tra due modelli della stessa famiglia elettrica è uno degli aspetti che il gruppo sta valutando nell’ottica di una gamma più essenziale. La riduzione delle alternative disponibili dovrebbe permettere una gestione più semplice della produzione e della distribuzione, seguendo la direzione scelta dal piano strategico.
I modelli Volkswagen, Audi, Skoda e Porsche da monitorare
Oltre alla ID.5, tra i modelli che potrebbero essere coinvolti nella revisione dell’offerta vengono citati anche altri veicoli dei marchi appartenenti al gruppo. Tra i casi da monitorare figurano la Volkswagen Taigo, alcune versioni Audi Sportback, la Skoda Scala e alcune varianti Porsche considerate più di nicchia. La decisione finale sui singoli modelli non viene indicata, ma il gruppo ha confermato la volontà di ridurre la complessità complessiva della gamma.
Anche Porsche potrebbe rivedere alcune scelte di prodotto nel prossimo ciclo. In particolare, viene indicata la possibile valutazione sulla coesistenza tra Taycan e Panamera, due modelli che appartengono a segmenti distinti ma che potrebbero essere analizzati nell’ambito della futura organizzazione dell’offerta. La revisione della gamma coinvolge quindi marchi diversi del gruppo e riguarda sia modelli ad alto volume sia proposte più specifiche.
La riorganizzazione Volkswagen coinvolge anche il lavoro
Il piano di riduzione dei modelli si inserisce in una più ampia riorganizzazione del Gruppo Volkswagen, che punta a recuperare redditività attraverso il contenimento dei costi. L’amministratore delegato Oliver Blume ha confermato che gli esuberi previsti potrebbero arrivare fino a 100.000 dipendenti entro il 2030, raddoppiando la stima comunicata nei mesi precedenti. Parallelamente, il gruppo sta valutando anche la chiusura di quattro stabilimenti tedeschi.
La seconda fase dei risparmi annunciata dal vertice Volkswagen prevede una possibile uscita di 50.000 dipendenti, una cifra che, se confermata, porterebbe il totale delle riduzioni nel mondo fino a 100.000 posti. La situazione resta al centro dell’attenzione dei lavoratori, mentre il gruppo prosegue il percorso di semplificazione dell’attività industriale e commerciale. I numeri comunicati, tuttavia, sono ancora indicati come stime da valutare.




