Milan, il primo giorno di Amorim tra campo e ricordi: Cardinale in elicottero come Berlusconi

Milan, il primo giorno di Amorim tra campo e ricordi: Cardinale in elicottero come Berlusconi
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Primo giorno di ritiro per i rossoneri e il nuovo tecnico portoghese è già al centro del villaggio: indicazioni per tutti, mai zitto, sempre dietro al pallone, prodigo di consigli soprattutto per i difensori. Un inizio che ha portato con sé anche un'immagine destinata a far discutere e a evocare i fantasmi di un passato glorioso: lo sbarco di Gerry Cardinale, numero uno del Milan, in elicottero a Milanello. Una madeleine proustiana che avrà smosso ricordi in tanti vecchi cuori rossoneri e anche in qualche vecchio cronista.

Quando esponevano la manica a vento accanto alla club-house, sapevamo che era in arrivo l'elicottero del presidente e ci scambiavamo occhiate di soddisfazione, perché Berlusconi ci avrebbe accolti nella sala del caminetto e ci avrebbe regalato un buon titolo da portare al giornale.

L'arrivo del patron e il rituale del ritiro

Gerry Cardinale non si è voluto perdere il primo giorno di lavori del suo Milan, confermando il trend di una presenza sempre più costante accanto alla squadra e alla vita del club. Il patron milanista ieri è planato a Milanello nel vero senso della parola. Alle 10:48, il suo elicottero è atterrato nella piazzola situata alle spalle del campo rialzato.

Inutile girarci attorno: a tutti sono tornati in mente gli arrivi di Silvio Berlusconi, che fin dal primo raduno del suo Milan all'Arena Civica dell'estate del 1986 aveva utilizzato l'elicottero come mezzo distintivo, salvo poi farne uso quando si recava a Milanello. Una suggestione potente, quella che lega il presente del fondo americano RedBird Capital Partners alla storia del club, un filo rosso che unisce due modi diversi di intendere la proprietà e la presenza nel mondo del calcio.

Amorim al lavoro: tattica e indicazioni per tutti

Mentre il patron osservava dalla sua postazione, il tecnico portoghese, subentrato a Massimiliano Allegri dopo una stagione che ha visto il club mancare la qualificazione alla Champions League, ha immediatamente messo il suo marchio sulla squadra. Il primo allenamento, come documentato da SportMediaset, ha visto Amorim molto attivo, un vero e proprio "maestro" al centro del villaggio, intento a impartire indicazioni tattiche a tutto il gruppo.

Sembra aver focalizzato la sua attenzione sulla fase difensiva, prodigandosi in consigli e correzioni per i suoi uomini, in una sessione che è stata anche un primo test atletico per i 26 calciatori convocati, dopo le visite mediche mattutine. La sua è una figura che non sta mai zitta, sempre dietro al pallone, a indicare movimenti e posizioni, cercando di trasmettere quella cultura del lavoro che lo ha reso celebre allo Sporting Lisbona, dove ha vinto due titoli nazionali.

Il mercato e le attese per il futuro

La rosa a disposizione di Amorim, tuttavia, è ancora lontana dalla sua versione definitiva. Tra possibili cessioni, assenze e operazioni in entrata ancora da completare, il mercato rossonero è destinato a entrare nel vivo nelle prossime settimane. Dall'elenco dei convocati emergono diversi profili che potrebbero lasciare il Milan, come Fikayo Tomori, Ruben Loftus-Cheek e Youssouf Fofana, mentre per altri, come Mike Maignan, Adrien Rabiot e Christian Pulisic, la società non avrebbe intenzione di privarsi, considerandoli pilastri del progetto tecnico.

Al momento, gli unici volti nuovi sono quelli di Mario Gila, arrivato dalla Lazio per un'operazione da 30 milioni di euro, e del giovane serbo Andrej Kostic, mentre si attendono sviluppi per l'arrivo di un trequartista mancino, richiesta esplicita del nuovo allenatore.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.