Cardinale 2.0: il centro del potere è ora Casa Milan e Milanello

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'approccio alla gestione del Milan ha cominciato a cambiare a inizio 2026, quando sul calendario del proprietario Gerry Cardinale sono state cerchiate di rosso le date del 21 gennaio, 16 febbraio, 8 marzo e 26 aprile. Questi sono i giorni in cui il numero uno di RedBird è tornato a palesarsi in città, facendo tappa a Milanello, a Casa Milan e a San Siro.

Una frequenza che spicca e che in qualche modo fa notizia, perché prima di allora il fondatore di RedBird proveniva da una lunghissima assenza dalla scena milanese; un vuoto fisico che il popolo rossonero aveva finito per associare a un vuoto gestionale, alla percezione cioè di una proprietà arroccata nei propri uffici dall'altra parte dell'oceano, quasi disinteressata alla conduzione quotidiana del club.

Da quella svolta di gennaio, tuttavia, è filtrata con forza un'indicazione precisa: la proprietà sarebbe stata molto più presente e partecipe nella vita operativa del club.

Chi frequenta via Aldo Rossi racconta che lo stesso Cardinale si sarebbe reso conto di come la sua scarsa presenza fisica, indipendentemente dai risultati sportivi, fosse stato un errore da non ripetere.

Una consapevolezza che è diventata operativa negli ultimi giorni, quando il manager statunitense ha inviato un segnale forte di vicinanza al club: l'accoglienza riservata al nuovo allenatore Ruben Amorim a Milanello e il fatto di averlo affiancato a Casa Milan in occasione della presentazione ufficiale rappresentano un messaggio molto chiaro sulla volontà di essere presente nella vita quotidiana della squadra.

Una svolta nei metodi e nei luoghi del potere

Il cambio di marcia di Cardinale è stato evidente anche sotto il profilo logistico. Si è passati da un'infinità di call fisiologicamente algide e limitanti, e da una serie di incontri avvenuti nelle salette riservate di qualche hotel del centro di Milano, all'utilizzo delle strutture societarie. Amorim, così come tutti i suoi predecessori, ha avuto modo di sgranare gli occhi nel momento in cui ha messo piede a Milanello: il centro sportivo che va riammodernato in alcuni aspetti, certo, ma che resta un luogo dove si respira la storia del calcio.

Che Cardinale accolga il nuovo allenatore nello stesso piazzale dove sono transitati presidenti, allenatori e giocatori mitologici è un'immagine di appartenenza forte, così come aver introdotto il portoghese in conferenza al terzo piano della sede rossonera. La riunione strategica di fine giugno tenutasi a Casa Milan ha dato una valenza diversa a un incontro che, se fosse andato in scena altrove, avrebbe perso gran parte della sua risonanza.

I numeri del mercato: oltre cento milioni per i primi colpi

Poco più di due settimane fa ci si interrogava sulla nebbia in cui era avvolto il Milan, con un mercato che sembrava fermo. In realtà, qualcuno - probabilmente lo stesso Cardinale - stava lavorando ad acquisti che sono stati conclusi in tempi rapidissimi. Il primo colpo è stato Gonçalo Ramos, acquistato dal Paris Saint-Germain per una cifra intorno ai 70 milioni di euro.

Il secondo, ufficializzato nelle stesse ore, è stato il difensore Mario Gila, prelevato dalla Lazio per circa 30 milioni di euro (27 di base fissa più 3 di bonus), con il Real Madrid che detiene il 50% sulla futura rivendita del calciatore e incasserà quindi circa 15 milioni di euro. In totale, quindi, il club rossonero ha già investito oltre cento milioni per due giocatori ritenuti assolutamente necessari per la rosa a disposizione di Amorim, andando a coprire i due ruoli individuati come prioritari dal nuovo allenatore e dalla dirigenza tecnica.

La nuova centralità dell'area tecnica

La figura di Amorim esce incredibilmente rinforzata da questa prima fase del nuovo corso: il portoghese diventa un vero manager, nel senso che le indicazioni su come costruire la squadra partono da lui e dal team tecnico dirigenziale che lo assiste. I profili portati a Milanello devono essere di suo gradimento e, soprattutto, considerati in grado di migliorare la squadra. Ecco perché la scelta di Gonçalo Ramos e Mario Gila, arrivati in tempi piuttosto brevi (soprattutto se comparati alle tempistiche "classiche" del Milan degli ultimi anni), rappresenta una novità sostanziale.

Secondo il pensiero di Cardinale, se viene individuato un calciatore, lo si ritiene adatto e rientra nei parametri economici, non c'è motivo di aspettare le ultime ore del mercato: si va con decisione sul profilo e lo si porta a Milanello.

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