Il tesoriere di Farage vende la casa più cara di Londra per 315 milioni di euro
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Redazione Esteri
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Providence House, una villa immersa nel verde a due passi dal luogo che ogni anno ospita il Chelsea Flower Show, ha appena infranto ogni record immobiliare nella capitale britannica. L’operazione, chiusa per una cifra superiore ai 275 milioni di sterline – circa 315 milioni di euro –, l’ha trasformata nell’abitazione più costosa mai venduta nella storia di Londra. A cederla è stato Nick Candy, imprenditore noto nel settore immobiliare e, dal dicembre 2024, tesoriere del partito Reform UK, la formazione politica guidata da Nigel Farage, il quale – è bene ricordarlo – è stato tra i principali promotori della Brexit. Candy, che aveva rilevato la proprietà nel 2012 insieme al fratello Christian per 75 milioni di sterline, una somma già considerevole all’epoca, ha dunque realizzato una plusvalenza impressionante senza che, va detto, siano emersi dettagli ufficiali sulle modalità finanziarie dell’accordo.
Piscina, bunker e serra per agrumi: i numeri di un piccolo mondo sotterraneo
All’interno della residenza si trovano ambienti che farebbero impallidire molti hotel di lusso: una piscina interrata, un cinema privato, un bar, una palestra completa di sauna e bagno turco, persino una stanza blindata antipanico. Non manca un giardino d’inverno, dove una serra custodisce piante di agrumi e specie ornamentali, mentre un lago artificiale e due piscine (di cui una all’aperto) completano il quadro di un complesso pensato per l’autosufficienza ricreativa. Le camere da letto sono talmente numerose da far pensare a una struttura ricettiva, ma si tratta di una dimora privata. La presenza di un frutteto e di un’ampia varietà di piante, tra cui quelle da agrume, suggerisce una cura quasi ossessiva per il dettaglio naturalistico, aspetto non secondario in un quartiere come Chelsea, dove ogni metro quadrato di verde aumenta esponenzialmente il valore di un immobile.
L’acquirente resta anonimo, la vendita passa per Sotheby’s
L’identità del compratore è stata mantenuta segreta: questi ha scelto la via dell’anonimato, acquistando la villa attraverso Sotheby’s International Realty, il ramo immobiliare della celebre casa d’aste inglese. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata né dal nuovo proprietario né dai suoi legali, e non risultano al momento indagini o accertamenti patrimoniali legati alla transazione. Candy, da parte sua, non ha fornito spiegazioni sulle ragioni della cessione, né ha voluto commentare le tempistiche dell’operazione, avvenuta in un momento politico delicato – Trump è di nuovo presidente degli Stati Uniti, e le dinamiche transatlantiche potrebbero influenzare anche i mercati di lusso. La vendita di Providence House, tuttavia, non ha ancora generato alcun procedimento giudiziario noto, né ci sono richieste di chiarimenti da parte delle autorità fiscali britanniche.
Un record che pesa anche sulla cronaca nera del mercato immobiliare
Sebbene si tratti di una compravendita legittima, simili transazioni attirano spesso l’attenzione delle inchieste sul riciclaggio e sull’uso di società offshore per occultare i reali beneficiari. Negli ultimi anni, Londra è stata al centro di numerosi casi giudiziari legati a proprietà di lusso acquistate da soggetti legati a regimi autoritari o a traffici illeciti. In questa vicenda, però, non emergono collegamenti diretti con procedimenti penali in corso. Né Candy né l’acquirente risultano indagati, e la vendita è stata condotta attraverso un’agenzia immobiliare tra le più trasparenti del settore. Resta il fatto che una villa da 315 milioni di euro, con tanto di bunker e cinema, diventa inevitabilmente un simbolo – e non sempre positivo – delle disuguaglianze nel mercato residenziale londinese, dove i controlli sulle fonti di ricchezza restano un tema caldo per gli inquirenti.




