Lucio Corsi a Sanremo 2025: tra sogni, noia e il sapore della provincia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Lucio Corsi, cantautore originario di Castiglione della Pescaia, ha scelto il palco del Festival di Sanremo 2025 per compiere un salto decisivo nella sua carriera. Con il brano “Volevo essere un duro”, Corsi si è presentato tra i 29 Big del settantacinquesimo Festival, portando con sé un racconto intimo e personale che parla di sogni infranti e della difficoltà di diventare ciò che si immagina. “Il brano – ha spiegato a FqMagazine – nasce dall’idea che spesso si sogna di essere qualcosa che, in realtà, non è poi così diverso o migliore rispetto a ciò che siamo davvero”.
Non è la prima volta che Corsi calca il palco dell’Ariston: ci era già arrivato in occasione del Premio Tenco, esperienza che gli ha permesso di familiarizzare con l’emozione di esibirsi in un contesto così iconico. “Per me sarà come un concerto – ha raccontato – anche se so che sarà una cosa nuova, straniante”. Quella di Sanremo, però, è una sfida diversa, un “salto nel vuoto” che lo ha portato a confrontarsi con un pubblico più ampio e con le dinamiche di un contesto che va oltre la semplice performance musicale.
Durante la prima serata, Corsi ha conquistato la sala stampa, entrando nella cinquina dei più votati insieme a nomi del calibro di Brunori Sas, Achille Lauro, Giorgia e Simone Cristicchi. “Ero incredulo – ha ammesso – non sapevo cosa aspettarmi. Durante l’esibizione non ci ho capito niente, cercavo solo di non dimenticare le parole”. Un risultato che, per un artista abituato a muoversi in contesti più raccolti, rappresenta una conferma inaspettata.
La musica di Corsi, che definisce la noia come il motore della sua creatività, è un viaggio fuori dal tempo, un racconto che affonda le radici nella vita di provincia e nel sogno di dare al cantautorato lo stesso spazio riservato alla musica pop. “Ho trovato la musica grazie alla noia – ha confessato – e da lì è iniziato tutto”. Un approccio che lo ha portato a costruire un mondo sonoro stralunato, apparentemente distante dalle logiche del mainstream, ma capace di parlare a chi cerca parole oltre le note.
A Sanremo, Corsi non è solo. Con lui c’è Tommaso Ottomano, con cui ha scritto e composto il brano in gara e che firma anche la regia del videoclip. In sala stampa, i due hanno dato vita a un momento di pura spontaneità, esibendosi con chitarra alla mano in un’interpretazione di “Francis Delacroix”, un inedito che ha mostrato ancora una volta la cifra artistica di Corsi: semplice, diretta, senza filtri.
E poi c’è la nonna, Milena Marchetti, che ha deciso di chiudere il suo ristorante pur di non perdere nemmeno un minuto della partecipazione del nipote. “Realizza un sogno”, ha commentato, sottolineando quanto questa esperienza rappresenti non solo per Lucio, ma per tutta la famiglia. Un gesto che racconta l’affetto e il supporto di chi, da sempre, crede nel suo talento.




