Intesa Sanpaolo, “A mano a mano”: Castellitto e Bolle per la campagna che mostra la banca

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Si può spiegare che cos’è una banca, oppure mostrarlo. Intesa Sanpaolo ha scelto la seconda strada con “A mano a mano”, la nuova campagna istituzionale presentata oggi a Roma nella Villa Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta. Il concept è racchiuso in una formula che Stefano Lucchini, chief Institutional Affairs and External Communication Officer del gruppo guidato da Carlo Messina, ha ripetuto durante l’incontro: “Mostriamo, non spieghiamo”.

Invece di illustrare a parole il ruolo dell’istituto, il progetto fa vedere gli effetti concreti del lavoro bancario accanto ai clienti e al Paese, in una casa, in un’impresa, in una biblioteca, in un museo, in una sala di controllo.

La regia dei Castellitto e la voce di Mina

Per la prima volta Sergio e Pietro Castellitto firmano insieme la regia di uno spot, recitando anche una parte del filmato. Il padre, classe 1953, e il figlio, classe 1991, hanno girato in cinque giorni attraversando quella che Pietro ha definito “l’ossatura economica del Paese”. Il racconto non ha voce narrante: a parlare sono le immagini e la musica. La colonna sonora è “A mano a mano”, brano scritto da Riccardo Cocciante e Marco Luberti e reso celebre da Rino Gaetano, qui reinterpretato da Mina.

La campagna partirà domenica 18 ottobre con una pianificazione nazionale di circa tre settimane che coinvolgerà televisione, stampa, radio, digital, affissioni e cinema. L’idea creativa è di Meta Europe Production, la produzione di Think Cattleya.

Una catena di mani tra case, imprese e cultura

La storia è costruita come una catena di mani che attraversa l’Italia e collega esperienze diverse. I protagonisti sono clienti reali e persone della banca: una giovane coppia che acquista la prima casa, accanto a chi in filiale ha firmato il mutuo; un produttore di vino e un’azienda di arredi per grandi imbarcazioni; una studentessa che ha potuto proseguire gli studi grazie al prestito d’onore; un nonno che investe i risparmi di una vita con la consulente che lo affianca; un ingegnere di Terna accanto a chi finanzia le grandi opere.

A questi si aggiungono i volti di Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala, ritratto nelle sale di Galleria Borghese a Roma per il capitolo dedicato all’arte e alla cultura, e di Francesco “Ciccio” Graziani con i ragazzi della società sportiva Olmoponte Santa Firmina di Arezzo, progetto di calcio integrato e inclusivo sostenuto dalla banca.

I numeri dietro le storie

Accanto alle vicende personali scorrono i dati che quelle storie hanno reso possibili. La campagna cita circa 44 miliardi di euro di finanziamenti a supporto di famiglie e imprese nei primi sei mesi del 2026, il sostegno alle microimprese italiane attraverso gli accordi con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato, investimenti in tecnologia pari a 6 miliardi di euro dal 2022, un piano di assunzioni fino al 2030 e programmi di welfare.

Nel capitolo dedicato alla cultura rientrano anche i 4 miliardi di euro erogati al mondo del cinema dal 2009 e le collaborazioni con le principali istituzioni culturali italiane ed estere. Il messaggio che l’istituto intende veicolare al mercato è che il valore, in banca, resta la relazione.

Le dichiarazioni dei protagonisti

«La campagna vuole sottolineare il modo di fare banca di Intesa Sanpaolo: il sostegno all’economia reale per imprese, giovani e famiglie, la presenza attiva nel sociale, l’impegno nella cultura», ha dichiarato Lucchini. «Per farlo abbiamo coinvolto grandi nomi orgoglio del nostro Paese che portano il talento italiano nel mondo insieme alle nostre colleghe e colleghi. Il mostrare e non spiegare, il coinvolgere e tenere vicino colleghi, clienti, persone, territori è quanto si vede e questo siamo noi».

Roberto Bolle ha spiegato il senso della sua partecipazione: «Da molti anni sono impegnato in progetti educativi e formativi rivolti soprattutto alle nuove generazioni e nella diffusione della danza e dei suoi valori. In questo percorso ho potuto constatare quanto il sostegno di realtà come Intesa Sanpaolo sia fondamentale: senza il loro contributo, molti progetti capaci di creare opportunità non potrebbero diventare realtà».

Francesco “Ciccio” Graziani ha aggiunto che aver avuto la possibilità di raccontare la realtà dell’associazione che rappresenta e dare visibilità ai ragazzi con disabilità che ne fanno parte «è stato prezioso».

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