Milano, petardo esploso in mano a due dodicenni: uno perde una mano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La prima mattina del nuovo anno, mentre gran parte della città si riprendeva dai festeggiamenti, un boato improvviso ha spezzato la quiete di via Alfonso Gatto, una stradina laterale non lontana da viale Forlanini. Lì, due ragazzini di soli dodici anni, che maneggiavano un grosso petardo, sono stati investiti in pieno dall’esplosione dell’ordigno, riportando ferite gravissime che ne hanno segnato drammaticamente l’inizio del 2025. I soccorsi, tempestivamente allertati dal 118, sono intervenuti sul posto trovando una scena di grande concitazione, con i minori in condizioni critiche a causa della violenta deflagrazione, la cui dinamica precisa è al centro dell’indagine affidata ai carabinieri della stazione di Crescenzago.

Il bilancio drammatico dei soccorsi

L’intervento del personale sanitario ha dovuto stabilizzare in extremis le condizioni dei due feriti, il più grave dei quali, quello che ha subito l’amputazione traumatica di una mano, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Niguarda. Il suo compagno, invece, che ha riportato lesioni penetranti al torace e agli arti inferiori, è stato condotto in codice giallo al San Raffaele. Nonostante la drammaticità del quadro clinico, per nessuno dei due si profila, per fortuna, un pericolo immediato per la vita, sebbene le conseguenze dell’accaduto, soprattutto per il ragazzo mutilato, siano destinate a lasciare un segno profondo e permanente.

Un fenomeno che non conosce tregua

L’episodio milanese, per quanto scioccante nella sua crudezza, non rappresenta purtroppo un caso isolato nella nottata di festa, che ha registrato un’impennata di interventi legati ai botti. I vigili del fuoco, come rilevano i dati, sono stati chiamati a operare per ben 770 occasioni, tutte riconducibili a incendi o esplosioni provocate dai fuochi d’artificio; una cifra elevatissima, sebbene in lieve calo rispetto ai 882 interventi dello scorso anno, con l’Emilia Romagna in testa alla tragica classifica regionale. Proprio nel bolognese, del resto, un episodio analogo ha visto coinvolto un quindicenne, rimasto ferito mentre maneggiava dei botti, a dimostrazione di come il fenomeno, nonostante le ripetute campagne di sensibilizzazione, continui a mietere vittime, soprattutto tra i più giovani.

Le indagini e il contesto nazionale

Le forze dell’ordine, ora, sono impegnate a ricostruire ogni dettaglio della vicenda di via Alfonso Gatto, per comprendere l’origine del potente petardo e le circostanze che hanno portato i due minori a possederlo e a tentare di farlo detonare. L’inchiesta, che procede senza sosta, si muove su un doppio binario, volto sia ad accertare eventuali responsabilità nell’approvvigionamento dell’ordigno, vietato ai minori e spesso di provenienza illecita, sia a fare luce sulle modalità esatte dell’esplosione. Il fatto si inserisce in un quadro nazionale già funestato da altri gravi incidenti, come il morto a Roma per un petardo, e da tensioni sociali, come quelle verificatesi a Torino durante una manifestazione, che hanno caratterizzato un Capodanno lontano dall’essere sereno per molti.

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