Missile iraniano uccide quattro donne a Tamra, Israele risponde con raid su Teheran
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Redazione Esteri
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Un missile iraniano ha centrato un edificio residenziale a Tamra, città a maggioranza araba nel nord di Israele, causando il crollo parziale della struttura e uccidendo quattro donne appartenenti alla stessa famiglia. Tra le vittime, una madre e le sue due figlie di 13 e 20 anni, mentre altre 14 persone sono rimaste ferite e otto in stato di shock. I soccorsi, intervenuti tempestivamente, hanno evacuato una ventina di civili, alcuni dei quali estratte dalle macerie in condizioni critiche.
L’attacco, che rientra nell’escalation tra Israele e Iran, arriva poche ore dopo la dichiarazione del governo di Netanyahu di voler "abbattere il regime iraniano", obiettivo che, secondo analisti interni, rischia di trascinare il paese in un conflitto prolungato. L’offensiva israeliana, che mira a indebolire Teheran e i suoi alleati regionali – tra cui Hezbollah e Hamas – sembra riproporre logiche già viste durante la Guerra Fredda, quando Tel Aviv strinse alleanze con lo scià di Persia e la Turchia per contrastare l’influenza panaraba.
Nella notte, nuovi raid hanno colpito Tel Aviv e Gerusalemme, lasciando sul terreno almeno otto morti, tra cui minori, e circa 200 feriti. Fonti locali segnalano danni a diverse infrastrutture civili, mentre video diffusi sui social mostrano colonne di fumo alzarsi dai quartieri residenziali. La risposta israeliana non si è fatta attendere: missili hanno raggiunto obiettivi nella periferia di Teheran, con almeno dieci vittime accertate e una ventina di dispersi sotto le macerie.
A Gaza, intanto, i raid aerei israeliani hanno ucciso dodici palestinesi, cinque dei quali nei pressi di centri umanitari gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation. Le autorità sanitarie locali denunciano il crescente numero di civili coinvolti, mentre la comunità internazionale osserva con preoccupazione l’allargamento del conflitto.




