Ondate di calore e salute pubblica: l'allarme degli esperti tra cambiamento climatico e rischio per i fragili

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L'ondata di calore che sta interessando buona parte dell'Europa, con punte di afa record al Nord, non è un episodio isolato ma un fenomeno destinato a ripetersi con intensità crescente. Luca Mercalli, climatologo di chiara fama, ha sottolineato come "un'ondata di calore del genere" sarebbe stata "impossibile senza cambiamento climatico", aggiungendo che "oggi questi fenomeni più frequenti e intensi" e che "dovremo farci i conti e sarà una convivenza difficile".

Il bilancio definitivo, ha precisato Mercalli, lo si potrà fare solo alla conclusione del fenomeno, ma per intensità e durata – considerando che l'anticiclone accompagnerà il continente per un'altra settimana circa – si tratta comunque di un episodio notevole.

Il peso sulla salute: numeri e categorie a rischio

Le conseguenze di questa persistente ondata di calore, tuttavia, non si limitano al disagio fisico. Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell'Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vice presidente di Samaritan International, ha lanciato un allarme preciso: "Le ondate di calore non sono soltanto una condizione di disagio: rappresentano un vero e proprio fattore di rischio per la salute pubblica".

Secondo Pregliasco, a pagare il prezzo più alto sono soprattutto gli anziani, i fragili e le persone affette da patologie croniche cardiovascolari, respiratorie, metaboliche o renali. I numeri parlano chiaro, se si considera che in Europa, negli ultimi quattro anni, si sono registrati oltre 200.000 decessi attribuibili al caldo estremo, con Milano che – secondo i dati citati dallo stesso Pregliasco – risulterebbe la città con il maggior numero di morti in tutto il continente.

L'Europa si riscalda più velocemente

Alla base di questo aumento della mortalità, l'Organizzazione Mondiale della Sanità individua una concausa di fattori strutturali e ambientali. L'invecchiamento demografico, la rapida urbanizzazione che favorisce la formazione delle cosiddette "isole di calore" e, naturalmente, i cambiamenti climatici in atto. Hans Henri P. Kluge, Direttore dell'OMS per l'Europa, ha dichiarato che il Vecchio Continente "si sta riscaldando più velocemente di qualsiasi altro continente e ne stiamo pagando il prezzo in vite umane".

L'OMS stessa ha messo a punto un piano d'azione per la prevenzione, ribadendo il concetto che "il caldo è un killer silenzioso, ma non è inevitabile".

ClimaMeter e la responsabilità del riscaldamento globale

A fornire una base scientifica al legame tra queste condizioni meteorologiche estreme e il riscaldamento globale ci pensano i ricercatori di ClimaMeter, un consorzio internazionale finanziato dall'Unione Europea, dal Centro nazionale francese per la ricerca scientifica e dall'Institut Pierre Simone Laplace.

Gli scienziati del progetto, che si occupano di analizzare e contestualizzare gli eventi climatici estremi, hanno attribuito al cambiamento climatico un ruolo determinante nell'intensificazione del caldo di questi giorni, stimando un incremento delle temperature compreso tra i 2 e i 4 gradi centigradi rispetto a quanto sarebbe accaduto in assenza dell'impronta umana sul clima.

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