Fs, un anno di "Next level": 18 miliardi investiti e 35mila treni recuperati ma la sfida è dopo il Pnrr
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Redazione Economia
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Il gruppo Ferrovie dello Stato, che torna a presentare i conti dell’esercizio presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, consegna i primi risultati del Piano strategico battezzato “Next level”, il cui obiettivo dichiarato è traghettare la mobilità su rotaia italiana verso una fase matura e profondamente rinnovata. Dati che, se da un lato tracciano un bilancio operativo di notevole impegno, dall’altro non nascondono le ombre proiettate sul futuro finanziario, una volta esaurito il bacino di risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un passaggio, questo, che gli amministratori del colosso dei trasporti pongono in evidenza quasi a monito, sottolineando come il percorso intrapreso richieda una continuità di sforzi che il solo tesoro pubblico, in prospettiva, potrebbe faticare a sostenere.
I numeri del primo anno
La fotografia scattata per il 2025, primo esercizio del quadriennio 2025-2029, mostra un volume di investimenti senza precedenti, quantificato in oltre diciotto miliardi di euro stanziati. Di questa somma, una parte consistente – circa sette miliardi – è stata impegnata per dare attuazione concreta ai progetti finanziati dal Pnrr, dimostrando come quelle risorse straordinarie abbiano funzionato da potente acceleratore per cantieri e acquisizioni. Allo stanziamento finanziario ha fatto eco un tangibile rinnovamento del parco mezzi, con la consegna di duecentoquarantuno nuovi rotabili, e un sensibile miglioramento della qualità del servizio percepita dall’utenza: sono stati infatti riportati in orario più di trentacinquemila treni, un intervento massiccio che ha consentito di alzare di circa tre punti percentuali l’indice di puntualità dell’Alta Velocità.
La crescita del trasporto e la svolta green
Parallelamente agli sforzi infrastrutturali, il gruppo registra una ripresa significativa della domanda di mobilità, confermando una tendenza in crescita dopo le flessioni degli anni passati. A livello nazionale, il numero di passeggeri ha toccato quota cinquecentosettantasette milioni, mentre su scala internazionale – un segmento strategico per le ricadute economiche sul territorio – si è raggiunto il traguardo di duecentocinquantatré milioni di utenti, con un incremento del quindici percento rispetto all’anno precedente. Sul fronte della transizione ecologica, poi, la creazione di FS Energy segna un passo decisivo verso la decarbonizzazione dei consumi energetici del gruppo, un tassello fondamentale per allineare il trasporto ferroviario, già intrinsecamente sostenibile, agli obiettivi di neutralità climatica.
Il nodo della sostenibilità finanziaria
Proprio la mole degli investimenti realizzati, tuttavia, porta con sé l’interrogativo più pressante, quello della sostenibilità economica di questo slancio nel medio periodo. Gli amministratori, pur nel sottolineare il miglioramento dei conti del gruppo, pongono l’accento su una necessità impellente: garantire risorse per almeno sette miliardi di euro all’anno anche dopo la conclusione del programma Pnrr, prevista per il 2026. Un fabbisogno che delinea una questione politica e industriale di prim’ordine, poiché chiama in causa la capacità del Paese di mantenere un ritmo così sostenuto di modernizzazione con le ordinarie leve di bilancio, in uno scenario economico che non offre certezze. La sfida, dunque, si sposta dal piano dell’esecuzione a quello della programmazione finanziaria, dove la collaborazione tra l’azienda e il governo – rappresentato alla presentazione dal vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti – sarà determinante per non disperdere lo slancio acquisito.




