Mérida, l’avventura di Paolini termina in semifinale: Bucsa conquista la sua prima finale Wta 500
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Redazione Sport
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Il cammino di Jasmine Paolini nel “Mérida Open” si è interrotto a un passo dall’atto conclusivo. La tennista di Bagni di Lucca, numero sette del ranking mondiale e prima testa di serie del tabellone, è stata sconfitta in due set dalla spagnola Cristina Bucsa, con il punteggio di 7-5, 6-4 in un’ora e 32 minuti di gioco. La partita, che si è disputata sui campi in cemento della capitale dello Yucatan, ha visto l’azzurra faticare soprattutto nei momenti cruciali, cedendo di schianto nel primo parziale dopo essere stata in vantaggio per 5-2 e subendo un parziale di cinque game consecutivi che ha indirizzato la contesa. Nel secondo set, poi, la Bucsa è volata sul 4-0, amministrando con intelligenza il vantaggio nonostante il tentativo di rientro della toscana, che ha comunque ridotto lo scarto e lottato su ogni pallina fino all’ultimo punto.
Per Paolini, che aveva ottenuto una wild card per partecipare al torneo messicano, si chiude così una settimana comunque positiva, considerato il periodo non semplice attraversato a inizio stagione. La numero uno d’Italia era apparsa in crescita già nel match precedente, quello vinto in rimonta contro la britannica Katie Boulter, quando aveva trasformato un disastroso primo set chiuso con un pesante 6-0 in una vittoria di carattere per 0-6, 6-3, 6. Contro la Boulter, l’azzurra aveva mostrato segnali incoraggianti, ritrovando solidità e fiducia nei propri mezzi, ma contro la Bucsa, numero 59 del ranking, non è riuscita a esprimere la stessa continuità. Troppi gli errori gratuiti, specialmente nei game iniziali di ogni frazione, e troppa l’imprecisione in risposta, dove la spagnola ha fatto la differenza, chiudendo con una percentuale del 47% di punti conquistati in risposta, a fronte del 40% della Paolini.
Una vittoria pesante per Bucsa, che dedica il successo al padre
Per Cristina Bucsa, invece, questa semifinale rappresenta una pietra miliare della carriera. La 28enne di origini moldave, alla seconda finale in carriera dopo quella raggiunta lo scorso ottobre a Hong Kong, ha ottenuto la sua prima vittoria in assoluto contro una top 10. Un traguardo importante, arrivato dopo dieci sconfitte consecutive in altrettanti confronti con giocatrici di questa fascia. La spagnola, che in Messico non ha ancora perso un set, ha giocato un tennis intelligente e concreto, difendendo con ordine e colpendo con profondità, riuscendo a mandare in tilt la macchina dei colpi della sua avversaria. Al termine del match, la Bucsa ha voluto dedicare il successo al padre, presente sugli spalti nel giorno del suo compleanno: un momento di forte intensità emotiva che testimonia quanto questa affermazione rappresenti per lei qualcosa di più di una semplice semifinale vinta.
Numeri e precedenti: la partita si decide nei dettagli
Analizzando le statistiche, emerge con chiarezza dove la partita abbia preso una piega decisiva. Paolini ha vinto solamente il 55% dei game disputati al servizio, mentre la sua avversaria ha fatto meglio, attestandosi sul 73%. Un dato, questo, che certifica la maggiore solidità della spagnola nei momenti in cui era chiamata a confermare i break conquistati. In risposta, poi, la Bucsa è riuscita a mettere in campo più palle dell’italiana, togliendo certezze alla toscana e costringendola a giocare sempre in affanno. Con questo successo, la spagnola ha portato il bilancio dei precedenti in parità, sul 2-2, agganciando di fatto la giocatrice toscana nei testa a testa. Un ruolino di marcia che, alla vigilia, lasciava presagire un match combattuto e che tale è stato, con l’equilibrio spezzato soltanto da piccole variazioni di rendimento.
Frech aspetta in finale, sarà una sfida tra inedite
Ad attendere Cristina Bucsa nell’atto conclusivo del torneo ci sarà la polacca Magdalena Frech, che nell’altra semifinale ha avuto la meglio sulla cinese Shuai Zhang con il punteggio di 6-2, 6-7(6), 6. Una battaglia durata due ore e trentacinque minuti, nella quale Frech ha sprecato ben quattro match point nel secondo set, dovendo poi aspettare il terzo parziale per avere ragione di un’avversaria ostica e combattiva. Per la polacca, numero 31 del mondo, si tratta della terza finale in carriera a livello Wta e della seconda in Messico dopo il Titolo conquistato a Guadalajara nel 2024. Con la Bucsa, Frech ha un bilancio di 2-1 nei precedenti, ma mai le due si sono affrontate nel circuito maggiore: un aspetto che rende la finale di Mérida una sfida ancora più aperta e interessante, con entrambe a caccia di un titolo prestigioso per dare una svolta alla propria stagione.




