Stellar Blade: Blood Rain, il nuovo capitolo cyberpunk di Shift Up si mostra al Summer Game Fest
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Los Angeles, la vetrina del Summer Game Fest 2026 ha regalato una delle sorprese più attese dagli appassionati di action game: l’annuncio ufficiale di Stellar Blade: Blood Rain, il nuovo titolo sviluppato da Shift Up che promette di espandere – e in parte ribaltare – l’universo narrativo del fortunato sci-fi del 2024.
Il primo capitolo, che aveva conquistato milioni di giocatori su PlayStation 5 grazie a un combat system serrato e a una cura maniacale per l’ambientazione, lascia ora il posto a un’operazione che si preannuncia più ambiziosa e, a guardare il trailer d’annuncio, decisamente più cupa. Se il sottotitolo “Blood Rain” evoca atmosfere pregne di violenza stilizzata, la sequenza di immagini mostrata in esclusiva mondiale ha confermato una virata netta verso un immaginario cyberpunk, lontano dalle distese post-apocalittiche del debutto ma saldamente ancorato alla stessa identità ludica.
Nuova protagonista e autoproduzione: la strategia di Shift Up
La notizia più rilevante, e quella che probabilmente farà discutere gli analisti di settore, è il cambio di passo sul fronte della distribuzione: Shift Up ha infatti confermato che pubblicherà in autonomia il titolo, abbandonando il ruolo di partner esclusivo di Sony Interactive Entertainment che aveva caratterizzato l’esordio della serie. Una scelta coraggiosa, quella del team coreano, che dimostra una fiducia crescente nella propria capacità di raggiungere il pubblico senza intermediari. Ma il dato che ha infiammato i fan sui social è un altro: la nuova protagonista.
Si chiama Evie, ed è descritta dalla stessa software house come il “perno di una direzione narrativa coraggiosa e inattesa”. Lei, che nei frame del trailer mostra un approccio al combattimento più istintivo rispetto alla sua predecessora Eve – prediligendo i pugni alla lama – sembra rappresentare il tentativo di Shift Up di ringiovanire il target narrativo, avvicinandosi a certe estetiche da anime distopico.
Un’estetica divisiva e l’assenza di certezze sulle piattaforme
Se l’entusiasmo per l’annuncio è palpabile, non sono mancate le polemiche, come spesso accade quando un prodotto di tale portata mediatica viene svelato. Alcuni osservatori hanno sollevato dubbi sulla presunta generazione tramite intelligenza artificiale di alcuni fotogrammi del trailer, una questione che ha già infiammato il dibattito etico nel settore dell’entertainment, sebbene la software house abbia parlato di un lavoro ancora “in fase molto iniziale”.
Più acceso, invece, il dibattito relativo al character design: alcuni critici hanno sottolineato come l’aspetto giovanile di Evie sia stato accompagnato, in talune inquadrature, da una regia che enfatizza la fisicità del personaggio con gli stessi codici visivi del primo capitolo, sollevando perplessità sulla coerenza di questa scelta stilistica. Al netto delle chiacchiere da circo mediatico, i giocatori si chiedono dove e quando potranno mettere le mani sul gioco.
Il CEO Hyungtae Kim, in un’intervista rilasciata a caldo sul red carpet di Los Angeles, ha dichiarato che “non è ancora stato deciso nulla riguardo le piattaforme”, aggiungendo però la volontà di “raggiungere più fan possibile”. Un’apertura che lascia presagire l’addio all’esclusiva temporale che aveva legato il primo Stellar Blade al solo ecosistema Sony, con uno scenario che potrebbe vedere Blood Rain approdare contemporaneamente su PC e sulle attuali console di fascia alta, sebbene nessuna finestra di lancio sia stata fissata.
Gameplay e direzione artistica tra le nebbie del ciclo di sviluppo
Il trailer, sebbene suggestivo, è stato accompagnato dalla dicitura “footage from a game currently in early development and subject to change”, una formula standard che però qui suona come un avvertimento esplicito: la strada verso l’uscita è ancora lunga. Quello che si è visto, comunque, basta per tracciare un solco netto con il passato.
Shift Up punta a mantenere l’action “preciso e riconoscibile” che ha decretato il successo del primo capitolo, ma lo innesta in un contesto estetico più urbano e decadente, dove la pioggia battente e i cartelloni al neon sostituiscono le lande desolate. Pare che il combat system originale, basato su parate e schivate millimetriche, venga qui arricchito da uno stile di lotta più “sporco” e corpo a corpo, una scelta che potrebbe allontanare i puristi della spada di Eve ma che apre scenari interessanti per la varietà del gameplay.
Per il momento, dunque, i giocatori dovranno armarsi di pazienza. L’universo di Stellar Blade si allarga, cambiano i volti, le città e le strategie di marketing, ma la posta in gioco per Shift Up non è mai stata così alta: dimostrare che si può crescere senza tradire la propria identità, gestendo in autonomia un franchise ora diventato troppo pesante per essere lasciato nelle mani di terzi.




