Israele pianificava l'uccisione dei negoziatori iraniani, gli Usa avvertirono Teheran

Israele pianificava l'uccisione dei negoziatori iraniani, gli Usa avvertirono Teheran
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Secondo quanto rivelato dal New York Times e dal Washington Post, Israele avrebbe pianificato per mesi l'assassinio dei due principali negoziatori iraniani, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, con l'obiettivo dichiarato di far saltare il percorso di pace avviato con Washington e di riportare la regione nel fragore delle armi.

A sventare il piano, che rischiava di innescare un'escalation militare incontrollabile, sarebbero stati proprio gli Stati Uniti, il più stretto alleato di Tel Aviv, che attraverso canali diplomatici e intermediari hanno avvertito Teheran del pericolo imminente, consigliando di adottare tutte le precauzioni necessarie per proteggere i due alti funzionari.

L'allarme durante i colloqui di Doha

La vicenda si colloca nel quadro dei delicati negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran tenutisi a Doha, in Qatar, dove le parti discutevano questioni legate al memorandum d'intesa firmato lo scorso 17 giugno. Fonti statunitensi citate dal New York Times hanno riferito che i timori per l'incolumità di Araghchi e Ghalibaf sono cresciuti nel pieno delle trattative per un accordo ponte, quando i servizi segreti americani hanno intercettato le intenzioni israeliane.

In una circostanza particolarmente tesa, il jet governativo iraniano che trasportava uno dei due negoziatori sarebbe stato costretto a un atterraggio d'urgenza a causa del timore concreto di un raid aereo da parte dell'aviazione dell'Idf, un episodio che ha spinto gli Stati Uniti a intensificare gli avvertimenti a Teheran affinché adottasse ulteriori misure di sicurezza.

La risposta dell'Iran sullo Stretto di Hormuz

In parallelo alle rivelazioni sui piani israeliani, il quartier generale delle forze armate iraniane ha emesso un avvertimento diretto agli Stati Uniti, dichiarando che qualsiasi interferenza nello Stretto di Hormuz riceverà una risposta decisa e rapida.

La tensione sullo stretto, crocevia strategico per il trasporto del petrolio mondiale, resta elevata e si intreccia con le dinamiche dei negoziati in corso, sebbene il Qatar abbia segnalato progressi positivi al termine dei colloqui tecnici indiretti tra le due delegazioni a Doha, senza tuttavia fornire dettagli specifici sui contenuti dell'intesa in discussione.

Il nuovo capitolo della saga intelligence Usa-Israele

La rivelazione dei due quotidiani americani aggiunge un nuovo capitolo alla complessa e spesso opaca relazione tra i servizi di intelligence di Washington e Tel Aviv, fatta di rivelazioni, contromosse e alleanze che talvolta mostrano crepe significative. La decisione degli Stati Uniti di mettere in guardia Teheran, pur senza interrompere il dialogo con Israele, evidenzia il tentativo di bilanciare il ruolo di mediatore con la necessità di evitare un conflitto aperto nella regione, mentre i negoziati proseguono su un filo sottile tra speranze di distensione e minacce di nuove ostilità.

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