Vermi nelle uova di Pasqua, sequestrata la fabbrica in provincia di Avellino dopo la denuncia degli studenti
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Redazione Interno
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Invece della tradizionale sorpresa, racchiusa nell’involucro colorato che si è soliti scartare con avidità durante il pranzo pasquale, un gruppo di studenti napoletani, reduci da una gita scolastica in Irpinia, si è trovato di fronte a una scoperta agghiacciante: vermi strisciavano all’interno del cioccolato. Quella che doveva essere una semplice degustazione di prodotti dolciari si è trasformata in un episodio dai contorni inquietanti, innescando una reazione a catena che ha portato alla luce ben presto un quadro ben più grave della semplice contaminazione accidentale. A dare concretezza alla denuncia sono stati i dirigenti scolastici e i genitori, i quali, una volta rientrati dalla gita, hanno formalizzato l’accaduto alle autorità sanitarie, innescando un’ispezione immediata che avrebbe portato a conseguenze drastiche per la struttura produttiva coinvolta.
Il sequestro dello stabilimento dolciario per la presenza di vermi
Il blitz, condotto in sinergia tra il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Avellino e i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Nas) di Salerno, ha preso di mira un’azienda dolciaria situata in Valle Caudina. E qui, oltre alla conferma della presenza di parassiti nei lotti dedicati alle festività, gli ispettori si sono imbattuti in uno scenario che ha reso inevitabile il sequestro immediato dello stabilimento. Le carenze igieniche riscontrate non erano marginali, ma strutturali: i locali adibiti alla produzione e alla conservazione non rispettavano le minime normative, creando un ambiente favorevole alla proliferazione di agenti patogeni. I militari hanno così apposto i sigilli alla fabbrica, interrompendone l’attività e mettendo in sicurezza gli alimenti ancora presenti nei magazzini, una misura drastica ma ritenuta indispensabile per tutelare la salute pubblica.
Le indagini sulla produzione di uova di Pasqua
Non solo i lotti contaminati, però, finiscono sotto la lente d’ingrandimento. Sfondando le porte dei magazzini, i Nas hanno infatti rinvenuto e sequestrato ulteriori partite di prodotti dolciari, i quali, gravati da un’assoluta mancanza di documentazione, non permettevano di risalire alla loro filiera di approvvigionamento. Quest’assenza di tracciabilità, aggravata dall’evidente negligenza igienico-sanitaria, costituisce un vulnus non indifferente per il sistema di controllo alimentare. Per fare piena chiarezza sulla natura della contaminazione – cercando di capire, in particolare, se si tratti di una infestazione accidentale post-confezionamento o di una materia prima già compromessa – tutti i campioni incriminati sono stati trasferiti d’urgenza all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, nella sede di Portici, dove i tecnici stanno conducendo le analisi microbiologiche del caso.
Controlli intensificati durante le festività
La vicenda, che ha visto l’intervento mediatico del deputato Francesco Emilio Borrelli, il quale ha diffuso un video sui social per denunciare l’episodio e sollecitare una stretta nelle verifiche, arriva in un periodo storicamente delicato per l’industria agroalimentare. La corsa agli acquisti dell’ultimo minuto per le festività pasquali è, infatti, tradizionalmente un momento di intensa produzione e distribuzione, e proprio in questa finestra temporale si inserisce l’operazione delle forze dell’ordine. I Carabinieri hanno intensificato i controlli sul territorio irpino, consapevoli che fenomeni simili, se non stroncati sul nascere, rischiano di minare la fiducia dei consumatori nei confronti dell’intera filiera dolciaria locale, oltre a rappresentare un concreto pericolo per la salute di chi, ignaro, avrebbe potuto consumare quei prodotti.




