Pisa, l'avvento di Hiljemark: la scommessa di uno svedese per la salvezza
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Redazione Sport
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La vertenza tecnica, che aveva preso avvio con l'esonero di Alberto Gilardino, ha trovato una soluzione rapida e per certi versi sorprendente con l'ingaggio di Oscar Hiljemark. Il club nerazzurro, nel rendere ufficiale la notizia, ha specificato i termini di un accordo di lunga durata che lega lo svedese alla società toscana fino al termine della stagione 2026-2027. Una scelta, questa, che segna una netta discontinuità non solo per il profilo anagrafico del nuovo allenatore, nato nel 1992, ma anche per il suo percorso, essendosi egli affacciato da relativamente poco tempo al mondo delle panchine dopo una carriera da calciatore interrottasi precocemente.
Un profilo internazionale per una sfida italiana
Il curriculum di Hiljemark, il quale vanta un passato da centrocampista di livello internazionale con esperienze in Olanda e con la nazionale svedese, incluso un campionato europeo Under-21 e una partecipazione al Mondiale 2018, si è trasformato in una breve ma intensa esperienza da tecnico. Dopo aver iniziato in Danimarca, sulla panchina dell'Aalborg, è nel ritorno all'Elfsborg, squadra che lo lanciò da giocatore, che ha potuto mettersi in luce, ottenendo piazzamenti di prestigio nel campionato svedese e accumulando un certo numero di presenze in Europa League. Un bagaglio, il suo, che viene ora riversato in una situazione di emergenza campionato, dove la posta in gioco è unicamente la permanenza in Serie B.
La difficile eredità e il contesto di crisi
L'incarico affidatogli, definito nel comunicato ufficiale come quello di "Responsabile Tecnico della Prima squadra", non lascia spazio a interpretazioni: si tratta di una missione a tempo determinato dagli obiettivi immediati. Hiljemark raccoglie infatti un'eredità pesante, ereditando una squadra che si trova in una posizione di classifica pericolosa e che necessita di una svolta repentina nei risultati. Il compito, come spesso accade in queste circostanze, è tanto semplice da enunciare quanto complesso da realizzare, ovvero invertire una tendenza negativa e coagulare attorno a sé un gruppo di giocatori che nelle ultime partite ha mostrato segni di cedimento.
La sfida immediata e le aspettative
La scelta della dirigenza pisana, che ha preferito puntare su un volto nuovo del calcio europeo piuttosto che su un nome più rodato nel campionato italiano, rappresenta una scommessa dalle conseguenze immediate. L'ambiente, che attende con impazienza una reazione, osserverà ora i primi movimenti del tecnico svedese, il cui approccio tattico e la cui capacità di gestione della pressione saranno sottoposti a un esame minuzioso fin dal suo esordio in panchina. La stagione, per il Pisa, entra dunque in una fase decisiva, dove ogni incontro assumerà il valore di una finale, con Hiljemark chiamato a dimostrare che la fiducia riposta nelle sue qualità non sia stata malriposta.




