Pisa, la rivoluzione di gennaio: via Gilardino, arriva Hiljemark
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Redazione Sport
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Con un bottino di soli 14 punti raccolti nelle prime 23 giornate, una posizione in classifica condivisa con l'ultima in graduatoria e un distacco di quattro lunghezze dalla zona non retrocessione, la dirigenza nerazzurra ha ritenuto inevitabile un cambio di rotta radicale, che ha portato all'esonero di Alberto Gilardino. La sconfitta interna contro il Sassuolo, inserita in un contesto di risultati cronicamente insufficienti, è apparsa come l'episodio conclusivo di un ciclo, spingendo la società verso una scelta coraggiosa e in parte sorprendente. Al posto del tecnico italiano, la panchina è stata affidata a Oscar Hiljemark, un volto noto al calcio italiano per le sue esperienze da centrocampista in Serie A, ma pressoché sconosciuto nel ruolo di allenatore in questo campionato.
Il profilo del nuovo tecnico svedese
Il comunicato ufficiale del club ha delineato i contorni dell'accordo, presentando un tecnico giovane – è nato nel 1992 – la cui carriera in campo si è interrotta precocemente, a soli 28 anni. Da calciatore, Hiljemark vanta un palmarese di rilievo, che comprende un campionato svedese con l'Elfsborg, un'Eredivisie con il PSV Eindhoven e il Titolo europeo Under 21 con la nazionale del suo paese, della quale è stato anche componente nella spedizione al Mondiale del 2018. La sua transizione verso il ruolo di allenatore è iniziata nel 2021 sulla panchina dell'Aalborg, nella massima serie danese, per poi fare ritorno, nel 2024, all'Elfsborg, società con la quale ha ottenuto due piazzamenti di prestigio in Allsvenskan e ha guidato la squadra in sedici incontri di Europa League.
Le prime questioni tecniche all'esordio
L'immediato compito di Hiljemark, che eredita una squadra dalla mentalità apparentemente fragile, sarà quello di imprimere un'impronta chiara e di risolvere alcuni nodi tattici lasciati in sospeso. Tra questi, c'è senza dubbio la definizione del modulo e dei ruoli in mezzo al campo, dove la presenza di un elemento esperto come Tramoni potrebbe diventare centrale per le sorti della squadra, fungendo da perno attorno al quale costruire il gioco. Un'altra decisione delicata riguarda la gestione del reparto difensivo e, in particolare, la scelta su Durosinmi, le cui prestazioni saranno cruciali per tentare di chiudere una falla – quella difensiva – che finora ha concesso troppi gol. La speranza della società è che il nuovo corso, supportato anche dai rinforzi arrivati nel mercato di gennaio e destinati a entrare rapidamente nel gioco titolare, possa innescare quella reazione immediata che finora è mancata.
La sfida per la salvezza
Il margine di manovra, seppur esiguo, esiste ancora, come dimostrano i pochi punti che separano il Pisa dalle squadre immediatamente sopra. L'obiettivo, chiaro e non derogabile, è quello di uscire dalla zona retrocessione nel minor tempo possibile, un traguardo che richiederà non solo un miglioramento collettivo ma anche la capacità del tecnico svedese di trasmettere fiducia e idee in un ambiente reso difficile dai risultati. Il suo passato da calciatore di alto livello, se ben sfruttato, potrebbe rappresentare un fattore di credibilità iniziale nello spogliatoio, mentre la sua esperienza europea recente da allenatore suggerisce una propensione al gioco propositivo che i tifosi attendono di vedere concretizzata in campo, partita dopo partita.




